Lo scorso 17 aprile Riccardo Cameo, funzionario dell’Agenzia delle Entrate, è stato arrestato, con l’accusa di corruzione, su richiesta del pm Claudio Villani, e si trova ora ai domiciliari insieme ad altri due dirigenti dell’Agenzia, Marco Crescenzi e Consuelo Giacchetti. L’inchiesta, nella quale risultano circa 30 indagati, aveva evidenziato un sistema ormai affermato, nel quale Cameo entrava abusivamente dei sistemi informatici dell’Agenzia delle Entrate, recuperava la pratica di suo interesse e indicava poi ai “clienti” come abbattere le somme di denaro richieste dal fisco.
Secondo le indagini la “tariffa base per un controllo” era di circa 100 euro, ma sono diversi i casi nei quali si è andati ben oltre.
Come riportato dal Corriere della Sera, nel dicembre del 2022 la Squadra Mobile aveva effettuato una intercettazione ambientale mentre Riccardo Cameo si trovava insieme a una tributarista, Maria Grazia Durantini, e alla nipote, Sonia Donzetti.
Durante la conversazione tra i tre, Cameo si sarebbe spontaneamente lasciato andare “a confessioni riguardanti importanti episodi di corruzione che lo hanno visto protagonista alcuni anni prima”, tra i quali uno che riguardava un cantante del quale l’uomo non ricordava sul momento il nome.

«Dopo la pratica di… come si chiama quel cantante là? Eh sì, Gigi D’Alessio… so’rimasto scioccato proprio… ho pensato che me venivano ad arresta’, ogni volta che passava la polizia… eh…avevo preso 20mila euro per risistemargli tutto». Riccardo Cameo, funzionario dell’Agenzia delle Entrate, parlava così delle sue “prestazioni”. Oggi è agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta condotta dal pubblico ministero Claudio Villani. Con lui altri due dirigenti. L’accusa è di corruzione. Gli indagati sono 30. Tra questi alcuni commercialisti che si sarebbero rivolti a Cameo per sistemare le pratiche dei loro clienti. La conversazione risale al 5 dicembre 2022 ed è stata captata con un’intercettazione ambientale in uno studio in cui si trovano una tributarista e sua nipote.
Secondo gli inquirenti quella dell’indagato è una vera e propria confessione. Su Gigi D’Alessio, dice, «sentivo le sirene, pensavo “stavolta m’acchiappano”». E ancora: «Però gli avevo riaggiustato la dichiarazione ma non è che non l’avevo fatto pagare». La polizia ricorda: «Si rileva come Gigi D’Alessio sia stato coinvolto, negli anni 2016-2017, in alcune inchieste della Procura in relazione alla commissione di reati contabili connessi alla società Ggd srl di cui il cantante è stato socio unico. I procedimenti sembrano essere stati almeno in parte archiviati. Non può escludersi che la condotta riferita da Cameo sia avvenuta proprio nel suddetto periodo temporale. Per questo si ritiene che la vicenda sia meritevole di approfondimento».
Un’intercettazione che non è passata inosservata agli agenti, che hanno trascritto nel rapporto quanto segue: “Si rileva come Gigi D’Alessio sia stato coinvolto, negli anni 2016-2017, in alcune inchieste della Procura in relazione alla commissione di reati contabili connessi alla società Ggd srl di cui il cantante è stato socio unico”.





