Ben 31 piramidi dell’antico Egitto, comprese quelle del celebre complesso di Giza, potrebbero essere state originariamente costruite lungo un braccio ormai estinto del Nilo lungo 64 chilometri, che migliaia di anni fa sarebbe servito come autostrada per trasportare i materiali da costruzione. Risale al 2017 la scoperta dell’importante papiro nel porto di Wadi Al-Jarf, che ha rivelato come gli antichi egizi trasportavano i giganteschi blocchi di pietra calcarea e granito per costruire la Piramide di Cheope. I blocchi venivano spostati via fiume su zattere di legno legate con corde, evitando di trascinarli sulla sabbia del deserto.

L’enigma sulla costruzione delle piramidi in Egitto

L’enigma ha continuato, ad ogni modo, ad affascinare gli studiosi perché, malgrado la portata della scoperta, non esistono attualmente corsi d’acqua nella zona delle enormi edificazioni. La cosiddetta “striscia delle piramidi” è l’area dove sorgono le più note costruzioni dedicate a CheopeChefren e Micerino, oltre alla Sfinge e altri importantissimi monumenti.

Si tratta di una lingua di terra stretta e verticale che collega Giza a Lisht, e si trova al margine del deserto occidentale del Sahara, una regione del tutto arida e distante dal Nilo. Gli esperti avevano ipotizzato che tra 4.700 e 3.700 anni fa, durante la costruzione delle piramidi, un fiume attraversasse questa zona desertica. Il corso d’acqua, ora estinto e sepolto sotto la sabbia, è stato finalmente individuato (o meglio, sono state scoperte le sue tracce) e questo conferma le teorie dei ricercatori.

Si tratta di un antico ramo del Nilo, lungo ben 64 chilometri, che scorreva esattamente in prossimità delle principali piramidi.

La scoperta di questo ramo fluviale estinto aiuta a spiegare l’alta densità di piramidi tra Giza e Lisht, in una zona che oggi appare inospitale. Il corso d’acqua avrebbe permesso agli antichi Egizi di trasportare i pesanti blocchi di pietra necessari per la costruzione delle piramidi riducendo notevolmente il lavoro umano richiesto e con molta meno fatica rispetto al trasporto via terra. Secondo i ricercatori il ramo Ahramat, migliaia di anni fa sepolto da una grande siccità e dagli effetti delle tempeste di sabbia, fosse «attivo e navigabile durante la fase di costruzione di queste piramidi. Fino ad ora – hanno spiegato ancora i ricercatori – nessuno era certo della posizione, delle dimensioni o della vicinanza al sito delle piramidi di questo grande corso d’acqua».