Claudio Cecchetto contro Max Pezzali: l’attacco arriva dalle pagine del Corriere Della Sera sul quale è stata pubblicata un’intervista al produttore musicale che si è raccontato a 360 gradi.

Il 72enne ha ripercorso la sua carriera partita sulla meta degli anni Settanta quando debuttava ai microfoni di Radio Milano International e pochi anni dopo a Discoring, prima dell’approdo al Festival di Sanremo nel 1980 al fianco di Roberto Benigni ed Olimpia Carrisi. Sul palco del Teatro Ariston lanciava il Gioca Jouer: “È stato il primo rap italiano. Mi fermavano per strada: “Sì, ma io preferisco i Led Zeppelin”. “Embé? Pure io”. In Italia, dopo l’inno di Mameli, c’è il Gioca jouer. Scherzo eh” dichiara sul quotidiano meneghino. Radio, tv e tanti i talenti lanciati da Cecchetto, come Sandy Marton tra i protagonisti dell’italodance anni Ottanta:

Claudio Cecchetto contro Max Pezzali: il motivo

Claudio Cecchetto parole al veleno su Max Pezzali

“Veniva alle feste di Radio Deejay. Alto, bello, biondo, per l’unica volta nella vita ho messo in discussione la mia virilità. Ma era solo l’ammirazione di un esteta, siamo diventati amici. Lo portai alla festa di compleanno di una ragazza, ad Avellino. “Fingi di essere uno della mia gang”. Le invitate urlavano il mio nome. Lo chiamai in consolle. “Vi presento Sandy”. “Ooohh”. Un attimo dopo mi avevano già dimenticato….Tornati a Milano, lo convocai in ufficio. “Vedo che hai un certo appeal, incidiamo un disco. Canti?” “Non lo so”. “Suoni?” “Da piccolo, il pianoforte”. “Bene, sei perfetto”. Mi parlava sempre di Ibiza, non sapevo manco dov’era. “Scrivici una canzone” Fonte Corriere Della Sera.

Nel folto portfolio del talent ci sono anche Fiorello (“Arrivò a Radio Deejay perché gli avevano detto che c’erano tante ragazze, mica per me. Andammo a cena, fu il mattatore. Gli dissi: “Licenziati e lavora con noi, fai l’animatore di un villaggio, diventerai quello dell’ltalia“), Jovanotti: “Il mio collaboratore mi disse: “È una pertica che non vale nulla”. Ma quando vidi la registrazione feci un salto. Lo chiamai con voce da boss: “È l’occasione della vita, vieni con me”. Bluffavo. Ma lui, intimorito, accettò” ed Amadeus: “Il nome lo presi dalla canzone di Falco, Amedeo non funzionava. Non voleva, poi si è arreso, ormai lo chiama così pure sua madre. Gli diedi appuntamento in hotel, dopo le prove del Festivalbar. Tornai dopo ore e lo trovai ad aspettarmi con il sorriso. “Eccomi, sono qua”. Mi raccontò di aver affittato casa a Milano, invece ogni mattina prendeva il treno delle 5 da Verona

Ed infine si è soffermato sugli 883: Preferisco parlare di Mauro Repetto, i testi esagerati degli 883 li scriveva lui, l’altro cantava. Gli consigliai di ballare sul palco “così attiri l’attenzione del pubblico”. Era fondamentale” . Riguardo a Max Pezzali sono state dure le parole del talent scout che ha rivelato: “La gratitudine per lui è un optional. Di tutti i miei è stato il più irriconoscente, in questo almeno è il numero uno”

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