Il primo turno delle elezioni in Francia tenutesi domenica 30 giugno ha visto la netta vittoria del partito di estrema destra Rassemblement National, che insieme agli alleati ha raggiunto il 33,2% dei voti. Secondo posto per il Nuovo Fronte Popolare, l’alleanza di sinistra, che ha ottenuto il 28% delle preferenze. La coalizione Ensemble pour la République dell’attuale presidente Emmanuel Macron si è invece fermata al 20,83%. Nonostante un leggero calo, il partito lepenista ha in sostanza bissato il successo ottenuto alle elezioni europee del 9 giugno, che hanno spinto Macron a sciogliere l’Assemblea nazionale e a convocare nuove votazioni.

Se il Rn otterrà la maggioranza, il primo ministro sarà Jordan Bardella, 28 anni, il più giovane della storia francese: attuerà l’agenda anti-immigrazione che il suo partito sostiene da decenni. Si tratterebbe del primo esecutivo di estrema destra in Francia dalla Seconda guerra mondiale. Qualora la sinistra riuscisse, con il Fronte repubblicano, a sconfiggere la destra dovrà però affrontare una difficile trattativa per governare. Il premier Gabriel Attal ha nel frattempo dichiarato che il suo governo potrà garantire la continuità dello Stato “per tutto il tempo necessario” in attesa della formazione di un nuovo esecutivo. Ma ha aggiunto che “una maggioranza dominata dall’estrema destra” è un “pericolo, un progetto catastrofico”. In proposito è intervenuto anche l’eurodeputato Raphael Glucksmann, ex capo della lista socialista alle Europee, che ha messo in guardia contro una smobilitazione degli elettori e ha affermato che non si può escludere la possibilità di una maggioranza assoluta per il partito lepenista.

La leader del partito di estrema destra Rassemblement National (Rn), Marine Le Pen, ha promesso che un primo ministro del suo partito impedirà a Kiev di usare armi a lungo raggio fornite dalla Francia per colpire la Russia. Inoltre, ostacolerà un possibile invio di soldati francesi in Ucraina. “Se Emmanuel Macron vuole inviare truppe in Ucraina e il primo ministro è contrario, allora non verranno inviate truppe in Ucraina”, ha aggiunto Le Pen in un’intervista alla Cnn. “L’ultima parola spetta al primo ministro”. Oltre a bloccare il potenziale dispiegamento di truppe in Ucraina – ipotizzato da Macron come un modo per aumentare l’efficienza degli istruttori militari – Le Pen ha dichiarato che il permesso a Kiev di utilizzare all’interno della Russia missili a lungo raggio forniti dalla Francia sarebbe revocato.Nell’intervista Le Pen ha dichiarato che la sua unica “linea rossa” sull’Ucraina è impedire che la Francia diventi un “co-belligerante” nel conflitto attraverso l’uso di missili francesi a lungo raggio contro obiettivi in territorio russo.

Sono 49,3 milioni gli aventi diritto attesi alle urne. I risultati ufficiali definitivi saranno annunciati dal Consiglio costituzionale. I francesi devono ancora assegnare 501 seggi, dopo che i primi 76 sono stati assegnati al primo turno di domenica scorsa.

Per la forte polarizzazione politica, la giornata di voto è da considerarsi ad “alto rischio violenza”, ha avvertito il ministro dell’Interno Darmanin, che ha predisposto il dispiegamento di 30 mila agenti di polizia e gendarmi, di cui 5 mila a Parigi e nelle banlieue. Per cercare di contrastare possibili disordini quando i risultati verranno diffusi sarà vietato ogni tipo di raduno. Oltre a Parigi, le città più a rischio caos secondo il ministero dell’Interno sono Lione, Rennes e Nantes.