Di Courtney Love si può dire e scrivere tutto, tranne che sia una che si nasconde dietro un dito. Spregiudicata, ribelle, forte, la rocker californiana raggiunge oggi il traguardo dei sessanta, ma resta la ragazzaccia ribelle e divisiva che conosciamo da sempre. Nata a San Francisco, Courtney Michelle Harrison è figlia di una psicoterapeuta e del road manager dei Greatful Dead, trascorre un’infanzia turbolenta, e all’insegna delle contraddizioni. Dopo il divorzio dei genitori, la madre porta la porta nella comunità rurale di Marcola, in Oregon, dove frequenta la scuola Montessori di Eugene. A nove anni, le viene diagnosticata la sindrome di Asperger.
L’adolescenza non è più serena. A 14 anni viene arrestata per furto e detenuta in un istituto di Salem, dove scopre Patti Smith, The Runaways e Pretenders. Nel 1990 si emancipa legalmente dalla famiglia, nonostante sia minorenne, si esibisce come spogliarellista in Giappone e a Portland, assumendo il cognome d’arte “Love”. Continua a girare il mondo grazie ai soldi ereditati dai nonni si dà all’eroina. Contemporaneamente, la sua attività musicale comincia a prendere piede, seppur a fatica. Dopo vari tentativi falliti, nel 1998 pubblica su una rivista l’annuncio «Voglio formare una band. Le mie influenze sono i Big Black, Sonic Youth e Fleetwood Mac.». È linizio delle Hole.
Courtney Love: le Hole e l’amore con Kurt Cobain

Non molto dopo, fonda insieme al chitarrista Eric Erlandson, la bassista Lisa Roberts e la batterista Caroline Rue le Hole, il cui nome è ispirato a un verso tratto dalla Medea di Euripide. La band si fa largo con velocità nella scena indipendente della West Coast. Escono i primi due singoli, Retard Girl e Dicknail e, nel 1991, il primo album, Pretty on the Inside. Un disco crudo e realistico, che parla di aborto, droghe, ragazze perdute, amori tossici. I media prova ad incastonare il gruppo nel movimento punk femminista riot grrrl, ma Courtney se ne discosta apertamente, pur condividendone alcuni ideali.
Sempre nel 1991, la frontwoman fa un incontro che cambierà per sempre la sua esistenza: quello con Kurt Cobain. La scintilla tra la cantautrice alt rock e il tormentato poeta dei Nirvana si accende subito, e la coppia convola a nozze alle Hawaii nel febbraio dell’anno successivo; ad agosto, nasce la piccola Frances Bean. Nei nove mesi che precedono il parto, Love subisce feroci critiche per il suo presunto uso di droghe in gravidanza, acccuse che lei rispedisce prontamente al mittente. Nonostante questo, la bambina viene presto affidata sai servizi sociali ai suoi parenti. Il suo rapporto con Kurt, devastato dalle dipendenze di entrambi e da liti furiose e tregue momentanee, s’interrompe bruscamente l’8 aprile 1994, quando un elettricista trova Cobain esanime nella sua villa sul lago Washington. Il musicista, deceduto tre giorni prima, si è suicidato, o almeno così sembra. La sua morte, anche trent’anni dopo, ha ancora delle forti zone d’ombra.
La vita dopo Kurt, tra successi e liti
La tragica perdita del marito e quella, pochi mesi dopo, della la bassista delle Hole, Kristen Pfaff, stroncata da un’overdose, segnano profondamente Courtney, che però si rialza e prosegue, affermandosi con il singolo Violet e partendo per un tour internazionale. In questo periodo, Love si lascia andare a diverse intemperanze, dalla quasi-rissa con Kathleen Hanna nel backstage del Lollapalooza a memorabili sfuriate, che le costano delle denunce. Nel 1996 la rockband registra una cover di Gold Dust Woman dei Fleetwood Mac per la colonna sonora de Il Corvo 2 e, in quegli anni, Courtney Love recita in film di successo come Basquiat e Larry Flint- Oltre lo scandalo, che le vale una nomination ai Golden Globe e la conoscenza con Edward Norton, che diventerà il suo compagno.
La seconda metà degli anni Novanta consacra la performer come star, complici le sue avventure cinematografiche e il successo dell’album Celebrity Skin, trainato dalla popolarissima title track; nel 2002, però, le Hole si sciolgono. Gli anni seguenti sono segnati da montagne russe lavorative e personali, tra risultati ballerini e grandi scontri e discussioni. Tra le querelle dell’epoca, una in particolare rimane negli annali. Nel 2005, infatti, intervistata da TMZ, alla richiesta di dare dei consigli alle aspiranti attrici, la cantante risponde: «Be’, se Harvey Weinstein vi invita a una festa privata al Four Season, non andateci». Weinstein, allora a capo della Miramax, le fa terra bruciata intorno. Anni dopo, la storia darà ragione a Courtney.
Courtney Love, regina delle stilettate
Courtney Love non è sicuramente nota per le doti diplomatiche, anzi. La sua carriera è costellata di diatribe più o meno serie con conoscenti e personaggi pubblici. Celeberrimo è il suo rapporto di amore e odio con Madonna, insultata a più riprese ( «lei non piace a me e io non piaccio a lei»), in barba alla loro apparente riappacificazione. Perfino il povero Brad Pitt, al quale la vedova Cobain nega il permesso di realizzare un biopic su Kurt, è finisce nel fuoco incrociato.
Anche con gli ex membri dei Nirvana i rapporti non sono distesissimi, in particolare con Dave Grohl, frontman dei Foo Fighters e, in precedenza, batterista dello storico gruppo grunge. Additata spesso come la Yoko Ono dei ’90, Love si è scontrata più volte con il musicista, dalla causa da lei intentata contro Grohl e Krist Novoselic per il controllo della discografia di Cobain, a dichiarazioni al vetriolo da parte di entrambi. Non parliamo, poi, della tensione con la suocera Wendy O’Connor, specialmente per questioni legate a Francis Bean. Un astio reciproco mai negato, che le ha portate ad arrivare alle mani nel 2003, durante un’ udienza di custodia.
Eva contro Eva, Courtney contro tutte
E le colleghe? Non temete, ne ha anche per loro. La più inconica tra le bagarre è, senza dubbio, quella con Gwen Stefani. Courtney, a proposito dell’ex leader dei No Doubt, dichiara: «Essere famosi è come andare a scuola, ma a me non interessa essere la cheerleader. Non voglio essere Gwen Stefani. Io sono quella che se ne sta nascosta a fumare». Stefani, un’altra che non le manda a dire, gliele canta, letteralmente, nell’ironica Hollaback Girl, il terzo singolo del suo progetto solista Love.Angel.Music.Baby: «Non sono mai stata una cheerleader a scuola, ma visto che qualcuno mi ha detto che sono una cheerleader allora conquisterò il mondo».
Le popstar di oggi, d’altronde, sono tutte nel mirino impietoso dell’eterna bad girl. Taylor Swift viene apostrofata come poco rilevante («Taylor non è importante. Piace alle ragazze ed è probabilmente la Madonna di oggi, ma non è interessante come artista».), Olivia Rodrigo è velatamente accusata di averle copiato la copertina di un disco, Lana Del Rey riceve carezze e bastonate da Courtney, che si dice influenzata dalle sue canzoni, ma afferma di non perdonarle la cover di Take Me Home, Country Roads. Ultima, ma non per importanza, Beyoncé, che Love rispetta, ma non apprezza: «Mi piace l’idea che abbia fatto un disco country perché ha reclamato per le donne nere spazi che prima erano riservati alle bianche, anche se non finisce di piacermi. Il concept mi piace, la musica di meno».
Ruvida, irriverente, mai intimorita. È fin troppo diretta e sbaglia i modi, ma questa donna non è una vipera incattivita da una vita poco gentile con lei. È uno spirito indipendente, al quale non interessa piacere a tutti i costi. Non le importa di risultare controversa, preferisce essere se stessa. Audace, dura, libera. Nel bene e nel male, Courtney Love.
Federica Checchia
Seguici su Google News





