Mara Venier è ritornata sul set, dopo tantissimi anni, la scorsa settimana per girare Diamanti, 15esimo film di Ferzan Ozpetek, suo grande amico. Un’opera corale con 18 attrici, quella scritta e diretta dal regista de Le Fate Ignoranti, riuscito nell’impresa di convincere Venier a tornare a recitare

Con Ferzan ci lega una profonda amicizia, è entrato meravigliosamente nella mia vita, da tempo mi diceva che voleva entrassi, anche solo con una partecipazione, in un suo film. Io ho resistito moltissimo, mi sono inventata qualsiasi cosa per fuggire“, ha confessato Mara al Corriere della Sera. “Vedrete una Mara molto diversa da quella signora della domenica che siete abituati a vedere. Che voto mi do come attrice? Non so darmi dei giudizi. Sinceramente mi detesto sempre in tutto quello che faccio, non mi piaccio mai. Mi sono vista nella serata per Padre Pio e non ho dormito tutta notte da tanto non mi piacevo“.

Mara Venier attrice per Ozpetek nel film Diamanti

La prima immagine social pubblicata da Mara, in cucina a lavare i piatti Ferzan a tagliare le carote, è già diventata virale. Tutto tace sul suo personaggio.

Nell’intervista al Corriere Venier è tornata anche a quel famoso comunicato letto al termine del Festival di Sanremo, durante Domenica In, dall’Arison, in cui l’amministratore delegato Rai Sergio le fece leggere in diretta un messaggio di solidarietà “al popolo israeliano e alla comunità ebraica”, dopo i casi Ghali (“Stop al genocidio“) e Dargen D’Amico.

La mia storia professionale dimostra chi sono, amo la Rai e sto lì da 30 anni, non da quando è arrivata Giorgia Meloni. Il comunicato? Non avrei mai dovuto leggerlo. Punto“, ha confessato Mara, che si prepara a condurre la sua ultima Domenica In: “È il mio tallone d’Achille, non potrei fare nessun altro programma, è un format adattato a me, domenica in sono io, il mio modo di essere, i miei amici… La Rai anche questa volta mi ha chiesto di fare un altro anno, e allora sono andata da mio marito che non gli sono venuti i capelli dritti solo perché è pelato… e ogni volta è così. Sono un casino di donna”.

Il cast

Ferzan Ozpetek torna in sala con il suo quindicesimo lungometraggio con un cast corale pieno di nomi di primo piano. Diamante è prodotto da Greenboo Production di Marco Belardi, in collaborazione con Vision Distribution e in co-produzione con Faros Film, verrà girato interamente a Roma e le riprese si protrarranno fino alla fine di agosto.

Ambientato nel presente e negli anni ‘70, sceneggiato da Carlotta CorradiElisa Casseri e dallo stesso Ferzan Ozpetek, il film racconta fatti di vita e vicende amorose di un gruppo di donne che ruota attorno a una grande sartoria di cinema diretta da due sorelle tanto diverse quanto legate.

Nel cast Luisa Ranieri e Jasmine TrincaSara BosiLoredana CannataGeppi CucciariAnna FerzettiAurora GiovinazzoNicole GrimaudoMilena ManciniPaola MinaccioniElena Sofia RicciLunetta SavinoVanessa ScaleraCarla SignorisKasia SmutniakMara VenierGiselda VolodiMilena VukoticStefano AccorsiLuca BarbarossaVinicio MarchioniValerio MorigiEdoardo PurgatoriCarmine Recano.

Il Direttore della fotografia è Gian Filippo Corticelli, la scenografia è di Deniz Kobanbay, i costumi sono di Stefano Ciammitti, il montaggio è curato da Pietro Morana e le musiche da Giuliano Taviani e Carmelo Travia. Vision Distribution cura inoltre le vendite internazionali.

Diamanti, la trama

Un regista convoca le sue attrici preferite, quelle con cui ha lavorato e quelle che ha amato. Vuole fare un film sulle donne ma non svela molto: le osserva, prende spunto, si fa ispirare, finché il suo immaginario non le scaraventa in un’altra epoca. Un passato dove il rumore delle macchine da cucire riempie un luogo di lavoro gestito e popolato da donne, dove gli uomini hanno piccoli ruoli marginali e il cinema può essere raccontato da un altro punto di vista: quello del costume. Tra solitudini, passioni, ansie, mancanze strazianti e legami indissolubili, realtà e finzione si compenetrano, così come la vita delle attrici con quella dei personaggi, la competizione con la sorellanza, il visibile con l’invisibile.