Dopo l’ennesimo attacco ai civili sulla Striscia di Gaza, Hamas ha deciso di uscire dai trattati per la pace. Il giorno prima infatti l’IDF aveva cercato di eliminare il leader militare del movimento islamico, Mohammed Deif. Per cercare di “eliminare” il leader, sono morti 90 rifugiati, civili innocenti, a Khan Younis.
Hamas: “Basta attacchi ai civili”

Un funzionario di Hamas ha riferito all’Afp ha riferito la decisione del movimento di ritirarsi, temporaneamente, dai negoziati di pace. Negoziati indiretti, portati avanti attraverso i paesi mediatori. Qatar, Egitto, Stati Uniti, hanno i massacri israeliani di civili palestinesi totalmente disarmati. Hamas, tuttavia, “è pronto a riprendere i negoziati”.
E lo farà quando Israele “dimostrerà serie intenzioni di concludere un accordo di cessate il fuoco”, associato allo scambio di prigionieri palestinesi con ostaggi, che attualmente sono trattenuti a Gaza. La decisione arriva dopo che ieri l’esercito israeliano ha bombardato ancora una volta una scuola dell’Unrwa. Si tratta dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi. Che ospitava alcuni civili sfollati nel campo di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza, uccidendo altre 15 persone. L’unità sanitaria di Gaza riferisce che sono morti almeno 31 palestinesi. Sono più di 50 invece i feriti negli ultimi bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza.
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