Israele ha colpito per la prima volta i lo Yemen prendendo di mira strutture di stoccaggio di carburante nel porto. Il raid è una risposta all’attacco con drone nella notte tra giovedì e venerdì, rivendicato dagli Houthi, che ha provocato un morto a Tel Aviv. Secondo fonti locali, ci sarebbero morti e feriti nell’attacco. Houdeida è la quarta città più grande del Paese con circa 500mila abitanti.
Stando alle informazioni fornite dall’esercito di Israele e da alcune fonti in Yemen, gli attacchi hanno interessato una centrale elettrica e un deposito di petrolio e gas nella zona della città portuale di Hodeidah (o al Hudayda) sul mar Rosso. Il bombardamento ha prodotto un grande incendio con un’alta colonna di fumo visibile a chilometri di distanza.

Israele ritiene che il porto in Yemen sia utilizzato dall’Iran per i rifornimenti di armi agli Houthi che negli ultimi mesi hanno inviato circa 200 missili e droni verso il territorio israeliano. Secondo il ministero della Salute, sempre controllato dagli Houthi, l’attacco ha causato il ferimento di almeno 80 persone, alcune con estese ustioni a causa del grande incendio.
L’attacco israeliano e un peggioramento del conflitto potrebbero avere conseguenze per la popolazione nello Yemen, interessata da tempo da una crisi umanitaria. Nel paese c’è da anni una guerra civile e una parte importante degli yemeniti dipende dagli aiuti provenienti dall’estero per sopravvivere. La distruzione delle aree di stoccaggio del petrolio potrebbe ridurre le forniture di carburante nel nord del paese, con conseguenze non solo per il trasporto del cibo, ma anche dei generatori utilizzati negli ospedali. Anche per questo motivo nei minuti subito dopo l’attacco molte persone a Hodeidah sono corse ai distributori di benzina, temendo di non trovare più carburante nei prossimi giorni.





