In Polonia, migliaia di manifestanti si riuniscono per difendere il diritto all’aborto.
Varsavia è stata teatro di una massiccia manifestazione a favore del diritto all’aborto. Oggi, centinaia di manifestanti si sono radunati per chiedere una legislazione adeguata e che rispetti il diritto delle donne a disporre del proprio corpo. La protesta è avvenuta in risposta alla recente bocciatura parlamentare di un disegno di legge che mirava a modificare la restrittiva normativa sull’aborto del paese.
Una lotta per i diritti fondamentali:
La Polonia ha una delle leggi sull’aborto più severe d’Europa. Attualmente, l’aborto è consentito solo in casi di stupro, incesto, o quando la vita o la salute della madre è in grave pericolo. Questa normativa ha avuto un effetto paralizzante sui medici, molti dei quali temono le ripercussioni legali di eseguire aborti anche quando sono strettamente necessari.
Il governo attualmente in carica aveva promesso di rendere più flessibili le leggi polacche sull’aborto, che sono tra le più restrittive in Europa e prevedono pene fino a tre anni di carcere per chi aiuta una donna a interrompere una gravidanza.
Tuttavia il 12 luglio, la Camera bassa del parlamento polacco ha respinto un disegno di legge che avrebbe depenalizzato l’assistenza all’aborto, non punendo chiunque avesse aiutato una donna a interrompere la gravidanza. La legge è stata bocciata con 218 voti contrari contro 215 favorevoli, scatenando un’ondata di indignazione tra i sostenitori dei diritti delle donne. I manifestanti sostengono che la legge attuale ha già causato la morte di diverse donne, le cui gravidanze non sono state interrotte in tempo a causa delle restrizioni legali.
La Polonia ha diritto ad una legge adeguata che regoli l’aborto:
La lotta per il diritto all’aborto in Polonia è emblematica di una battaglia più ampia per la libertà e l’uguaglianza di genere. È inaccettabile che, nel 2024, le donne debbano ancora combattere per il diritto di fare scelte informate e autonome riguardo alla propria salute. Le promesse elettorali non mantenute dal governo hanno ulteriormente esacerbato la situazione, portando alla frustrazione e alla mobilitazione di oggi.
La voce dei manifestanti, molti dei quali uomini solidali, è chiara: il governo deve rispettare le promesse fatte e liberalizzare le leggi sull’aborto. Solo così la Polonia potrà avanzare verso una società più giusta e rispettosa dei diritti umani. La solidarietà e il sostegno internazionale sono cruciali in questa lotta, affinché le donne polacche possano finalmente ottenere la giustizia riproduttiva che meritano.
Maria Paola Pizzonia




