Da giorni il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano è al centro di un caso politico legato al ruolo di una donna di 41 anni, Maria Rosaria Boccia, che sostiene di essere una sua collaboratrice.

La storia è cominciata il 26 agosto, quando sul suo profilo Instagram Boccia ha pubblicato una foto che la ritrae accanto a Sangiuliano, in cui ha scritto: «Grazie al Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano per la nomina a Consigliere del Ministro per i Grandi Eventi»

Boccia però ha replicato che la nomina era stata disposta dal ministro ma ancora non ratificata col relativo decreto per via di lungaggini burocratiche. E da allora continua a divulgare gradualmente documenti e atti che puntualmente smentiscono le versioni del ministero della Cultura, provando il fatto che fosse davvero coinvolta in attività istituzionali. Per alcuni giorni Sangiuliano non ha commentato la vicenda. Poi ha spiegato di aver preso in considerazione l’ipotesi di assegnare questo incarico a Boccia, a titolo gratuito.

Domenica, il sito di notizie e gossip Dagospia ha pubblicato un’email del 5 giugno scorso che mostra in maniera inequivocabile un coinvolgimento diretto di Boccia in uno degli impegni istituzionali più importanti per Sangiuliano, fugando ogni dubbio residuo sull’effettiva partecipazione di Boccia ad affari riservati del ministero.

Lunedì sera la presidente del Consiglio, conversando col giornalista Paolo Del Debbio su Rete 4, ha spiegato che ha avuto rassicurazioni da Sangiuliano sul fatto che Boccia non abbia avuto accesso a nessun documento riservato per quel che riguarda il G7 e che non sono stati spesi per lei soldi pubblici. Subito dopo, Boccia ha pubblicato su Instagram le foto di due documenti che sembrano dimostrare come lei fosse in possesso di materiale riservato riguardo alla riunione dei ministri della Cultura del G7. La vicenda potrebbe dunque avere ripercussioni più ampie sul governo, anche se finora eventuali dimissioni di Sangiuliano non sono state discusse

Caso Boccia, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano è andato dalla Meloni

Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha lasciato Palazzo Chigi, dove è rimasto circa un’ora e mezza e ha incontrato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Sangiuliano ha lasciato la sede del governo in auto dall’ingresso posteriore. Inoltre non c’è stata alcuna telefonata tra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la premier Giorgia Meloni, sulla vicenda che riguarda il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. E’ quanto fanno sapere fonti del Quirinale interpellate dai giornalisti.

Sono stato a colloquio con il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per ribadire la verità delle mie affermazioni contenute nella lettera inviata questa mattina al quotidiano ‘La Stampa’: mai un euro del ministero, neanche per un caffè, è stato impiegato per viaggi e soggiorni della dottoressa Maria Rosaria Boccia che, rispetto all’organizzazione del G7 Cultura, non ha mai avuto accesso a documenti di natura riservata”. Lo dichiara il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano

Martedì pomeriggio il ministro è stato ricevuto a Palazzo Chigi dalla premier in un colloquio privato, durato oltre un’ora e mezza. Un faccia a faccia reso necessario dopo quanto accaduto la sera prima: citando rassicurazioni ricevute da Sangiuliano, Meloni aveva garantito in tv sul fatto che Boccia non avesse mai ricevuto denaro pubblico né visto i documenti sensibili sul vertice. Una ricostruzione, però, contestata “in diretta” dalla donna con un post su Instagram, in cui ha taggato il profilo della presidente del Consiglio pubblicando due pagine di un presunto documento ufficiale del summit, di cui però è visibile solo l’intestazione: “Riunione dei ministri della Cultura del G7 – Napoli, 19-21 settembre 2024“, mentre tutto il resto è oscurato. Stessa dinamica la mattina successiva: il ministro scrive alla Stampa giurando, di nuovo, che Boccia non ha avuto un euro e “non ha mai preso parte a procedimenti amministrativi” nè a riunioni “di carattere istituzionale”. E lei contesta punto per punto la sua versione con una storia su Instagram: “Io non ho mai pagato nulla, mi è sempre stato detto che il ministero rimborsava le spese dei consiglieri tanto che tutti i viaggi sono sempre stati organizzati dal Capo segreteria del ministro“, scrive. Sfidando l’ex direttore del Tg2 con una serie di domande: “Non abbiamo mai fatto riunioni operative? Sopralluoghi? Non ci siamo mai scambiati informazioni?”.

Ma Maria Rosaria Boccia mette ancora più nei guai il ministro della Cultura e in una nutrita serie di stories su Instagram, scrive: «Io non ho mai pagato nulla. Mi è sempre stato detto che il ministero rimborsava le spese dei consiglieri tant’è che tutti i viaggi sono sempre stati organizzati dal Capo segreteria del ministro».