È proprio vero che tutte le strade portano a Roma, e questa seconda parte di Emily in Paris 4 ce l’ha confermato. Avevamo cominciato a sentirne il sapore già durante la Premiere globale della seconda parte di questa nuova stagione, che ci suggeriva quanto avremmo assaporato di questa città. E soprattutto quanto Emily ci avrebbe rivelato che ci si può innamorare di questa città over and over again. Che sia la prima volta, la seconda, o un amore che pensavamo fosse perduto, Roma è lì, pronta, immensa, ad essere nuovamente amata. E quando spalanchi le porte per fare entrare aria e luce, lei è lì, ad essere spudoratamente la città più bella del mondo. Period.

Emily in Paris 4 Parte 2, la recensione: “Ma meglio Parigi, allora, o Roma?”

Ed è così che ci immaginavamo un po’ questa quarta stagione, quando Lily Collins aveva annunciato sugli account ufficiali social Netflix, che Emily avrebbe fatto un “piccolo viaggio” nella città eterna. “Ma meglio Parigi, allora, o Roma?”, una domanda che riecheggia, che è un po’ il cuore di tutta questa seconda parte, così veloce e fluida, che permette di rimanere facilmente incollati allo schermo (sicuramente con più appeal della prima parte), rimbalzando tra i due cuori pulsanti di questa serie tv.

Diciamocelo, molte (millennial) di noi sono Emily: così (troppo) diligenti, così piene di piani da rimanere completamente sopraffatte dalle nostre stesse aspettative, che perdiamo di vista il punto principale (quattro parole, uno statement): ma chi sono io. E in questa stagione Emily cerca di capire cos’è quella zona grigia, quella zona di vita che è effettivamente la vita reale, la vita che viviamo davvero, giorno dopo giorno, in cui possiamo essere qualsiasi cosa. Non è il passato, e non è assolutamente il futuro. E’ il presente. E’ le scelte che facciamo oggi, che ci rendono chi siamo oggi. Il trasformarsi. E forse ci permette realmente di essere umani: e quindi sbagliare, perdere, ricominciare, amare, piangere e prendere semplicemente quello che ci offre il nostro presente.

E forse era questo quello che Emily voleva di più: semplicemente abbandonare quei piani che la vedevano a Chicago, magari sposata, (e davvero in quella casa di cui parla e con la stanza per i bambini), e di essere la persona che pensava di voler essere. In realtà lei vuole essere solamente se stessa, semplicemente viva nell’oggi.

Menzione speciale alla citazione più millennial (e più apprezzata della stagione): che, in realtà, tutti noi abbiamo sognato Roma da piccoli, non ne La Dolce Vita, ma nel film che ha segnato un’epoca. Lizzie McGuire – Da liceale a popstar.

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