La controversa capsula suicida Sarco è stata utilizzata per la prima volta in un capanno forestale a Merishausen, nel cantone di Sciaffusa. Una persona si è tolta la vita con l’azoto. La polizia di Sciaffusa ha annunciato martedì di aver arrestato diverse persone. Il Ministero pubblico cantonale ha aperto una procedura penale per incitamento e assistenza al suicidio. Il dispositivo è stato sequestrato dagli agenti e la salma della persona deceduta è stata portata all’Istituto di medicina legale di Zurigo per l’autopsia. Confermato anche un molteplice fermo in relazione all’accaduto. È il primo utilizzo in assoluto dell’assai controverso dispositivo, soprannominato “la Tesla dell’eutanasia”, dell’associazione The Last Resort.

Il dispositivo è stato sequestrato dagli agenti e la salma della persona deceduta è stata portata all’Istituto di medicina legale di Zurigo per l’autopsia. Secondo quanto scritto su X dall’inventore della capsula, il medico australiano Philip Nietschke, si tratterebbe di una cittadina statunitense di 64 anni. Malata incurabile e che da anni lotta «con dolori cronici e fortissimi» – arrivata in Svizzera proprio per trovare la morte.

Prima volta in Svizzera di Sarco, la capsula per il suicidio

La notizia giunge all’indomani della presa di posizione con cui la ministra della sanità Elisabeth Baume-Schneider, ieri durante l’ora delle interrogazioni in parlamento, ha detto che la capsula suicida Sarco non è conforme alla legge. Ad agosto anche Swissmedic aveva dato il suo preavviso negativo a un suo possibile utilizzo nella Confederazione. In estate, dopo che il dispositivo era stato presentato dall’associazione di aiuto al suicidio “The Last Resort”, diverse procure cantonali, tra cui quella di Sciaffusa, avevano annunciato che avrebbero avviato procedimenti penali in caso di utilizzo della capsula nei loro cantoni.

La capsula può essere infatti trasportata in qualsiasi luogo. La persona che vuole morire vi si corica dentro e preme un pulsante, con il quale l’azoto liquido presente in un contenitore viene istantaneamente evaporato e immesso nel dispositivo. In questo modo, il livello di ossigeno all’interno del contenitore scende sotto il 5% in meno di un minuto, provocando il decesso per asfissia da azoto nel giro di circa cinque minuti.

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