L’evoluzione dell’industria musicale nel corso del tempo ha portato ad un importante incremento certificato da uno studio sui singoli pubblicati dal 1989 al 2024.

Secondo un report di Music Radar che ha esaminato l’economia della creazione musicale, è emerso un dato fondamentale: in un’intera giornata la pubblicazione di nuovi brani in streaming è più alta di quelli realizzati nel corso di tutto l’anno solare 1989. Will Page, ex Chief Economist per Spotify ha aggiunto: “Sempre più musica viene prodotta dagli artisti stessi, il che significa che c’è ancora più richiesta di software di produzione musicale”. Lo studio mette in evidenza che c’era un aumento del 12% nei creatori di musica tra il 2021 ed il 2022, con un numero che si attesta sui 75,9 milioni. È stato previsto che la cifra raddoppierà alla fine di questo decennio, stimata entro il 2030 in numero pari a 198,2 milioni.

Lo studio di Music Radar sulla pubblicazione musicale tra il 1989 ed il 2024

Lo studio di Music Radar sulla pubblicazione musicale tra il 1989 ed il 2024

Nel report si legge inoltre che: “La realizzazione di musica oltre a diventare mainstream, darà il via ad un ampliamento senza precedenti nel canale economico dei creatori musicali”. È stato documentato che nel 2023 sono stati aggiunti ogni giorno su Spotify e su altre piattaforme streaming 120mila brani, per un totali di oltre 43 milioni. La scorsa estate, la piattaforma streaming ha rivelato che ha superato le aspettative con suoi profitti e gli abbonati premium, nonostante le controversie circolanti sulla piattaforma. Il fatturato del secondo trimestre 2024 è stato di 3,2 miliardi di sterline, con un aumento del 20% rispetto al trimestre precedente, e un utile netto di 230 milioni di sterline.

Queste cifre seguono gli aumenti dei prezzi di servizio per la maggioranza dei piani dall’inizio di giugno e riducono il 17% della forza lavoro per risparmiare sui costi alla fine del 2023. È probabile che i profitti abbiano beneficiato anche della demonetizzazione ufficiale da parte del servizio di streaming di tutti i brani sulla piattaforma con meno di 1.000 streaming. Questa politica, è stata lanciata il 1° aprile, ma era stata pianificata dalla piattaforma da tempo. È stata subito criticata perché rende più difficile per gli artisti generare royalties dalla loro musica e limita i nuovi artisti che cercano di entrare nel settore musicale.

Ad inizio della scorsa estate il CEO Daniel Ek un feedback negativo riguardo le sue dichiarazioni sul “contenuto realizzato a costo zero“…“Oggi con i costi di creazione dei contenuti siamo vicini allo zero, le persone possono condividere una grande quantità di materiale. Questo ha scatenato la mia curiosità sul concetto di lunga durata rispetto alla breve durataMentre molto di ciò che vediamo e sentiamo diventa rapidamente obsoleto, ci sono idee senza tempo o persino brani musicali che possono rimanere rilevanti per decenni o addirittura secoli”, ha aggiunto, prima di chiedersi: “Cosa stiamo creando ora che sarà ancora apprezzato e discusso tra centinaia o migliaia di anni?”, ha concluso

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