È morta il 21 novembre per cause naturali Peggy Caserta, intima amica di Janis Joplin e figura controversa della scena rock anni ’70. Autrice di due libri dedicati alla leggenda del rock, Going Down With Janis e I Ran Into Some Trouble. Caserta è stata una testimone privilegiata della vita della cantante, ma anche una voce fuori dal coro, pronta a mettere in discussione la narrazione ufficiale sulla morte di Joplin e le dinamiche del suo entourage.

Con il suo primo libro pubblicato nel 1973 titolato Going Down With Janis, Caserta raccontò per la prima volta la bisessualità della cantante Janis Joplin, scatenando scandalo e polemiche. Quel libro, però, lo avrebbe poi ripudiato. In un’intervista, infatti, spiegò di essersi pentita per aver rivelato dettagli così intimi: “Non avrei mai dovuto parlare della sua vita privata, ma ero eroinomane e disperata”, disse. Malgrado le critiche, il libro ebbe un impatto significativo, diventando una testimonianza importante per la comunità LGBTQ+ e ispirando il film The Rose con Bette Midler, liberamente basato sulla vita di Joplin.

«Non ho mai considerato Janis come gay», ha detto nel 2018 a Vulture, rifiutandosi di definire la loro relazione e la sessualità dell’amica. «Era etero, era selvaggia».

Peggy Caserta non ha mai accettato la versione ufficiale della morte di Joplin, avvenuta il 4 ottobre 1970, attribuita a un’overdose. Nel suo secondo libro, I Ran Into Some Trouble, e in interviste successive, avanzò infatti una teoria diversa, sostenendo che la cantante fosse morta per un incidente. “È inciampata, ha sbattuto la testa contro il comodino, si è rotta il naso ed è morta soffocata nel suo stesso sangue”, raccontò a Rolling Stone. A tormentarla per anni, l’immagine che aveva descritto: “Nella sua mano c’erano le sigarette, nell’altra degli spiccioli. Non poteva essere un’overdose”.

Caserta ha anche respinto le accuse di chi la voleva responsabile della dipendenza di Joplin. «È stata lei a introdurmi all’eroina, non viceversa». Il problema, diceva, era la cultura etero degli hippy: «Ero l’unica lesbica del giro, a certa gente dell’entourage di Janis non piacevo per questo motivo e hanno fatto di tutto per dividerci. Nessuno, e ripeto nessuno, poteva convincere Janis a fare o non fare qualcosa».