Ciclismo in lutto per Crescenzo D’Amore. L’ex campione del mondo juniores è stato trovato morto nella sua auto a 45 anni. Non è chiaro se abbia perso il controllo dell’auto o se abbia avuto un malore e sia andato a sbattere. Napoletano, professionista dal 2000 al 2007 e per alcuni mesi nel 2011, ha corso fra le altre per l’Acqua e Sapone e la Mapei, con cui ha vinto una tappa nella Vuelta del 2000. L’oro iridato su strada lo vince nel 1997 a San Sebastian, su strada. L’anno precedente aveva vinto un argento sempre mondiale su pista. Nel 2017 gli avevano diagnosticato un linfoma per cui aveva dovuto affrontare anni di cure.

Nato il 2 aprile 1979, Crescenzo D’Amore ebbe un clamoroso esordio nel ciclismo mondiale, nelle categorie giovanili, con l’argento nel chilometro da fermo su pista a Novo Mesto, Slovenia, a soli 17 anni, nel 1996.

E l’anno successivo si laureò campione del mondo juniores su strada, a San Sebastian, in Spagna. Passato professionista già due anni dopo, nelle fila della Mapei, si aggiudicò all’esordio una frazione della Vuelta di San Luis, in Argentina. Le stagioni migliori furono certamente quelle interpretate da velocista brillante, tra il 2003 e il 2004, maglia Acqua e Sapone, con un successo allo sprint, nella frazione di Scandiano, alla “Settimana Coppi e Bartali”, davanti ad un primattore come Jan Svorada. Lasciata l’attività agonistica dopo alterne vicende, nel 2011, team Androni, D’Amore ha combattuto a lungo, negli anni successivi, con la precarietà di svariate scelte lavorative. Eppure aveva debellato, da campione quale da giovane realmente fu, una grave malattia ematologica. È morto sulla strada veloce, vicino casa, dove da bambino sognava di diventare grande.