Basciano sta esaminando insieme al suo avvocato oltre 3.000 pagine di documenti, tra cui numerosi messaggi, che sono stati depositati agli atti dall’ex compagna, Sophie Codegoni. Questo materiale, che comprende una vasta quantità di comunicazioni, è stato raccolto durante il loro periodo di relazione e sta ora diventando centrale nel processo legale in corso. Basciano ha dichiarato di essere impegnato in queste ore per esaminare ogni dettaglio, al fine di preparare una difesa adeguata e rispondere alle accuse mosse nei suoi confronti.
Nel corso della trasmissione, sono state lette alcune frasi che il deejay avrebbe inviato a Sophie, contenute nei documenti legali. Tra queste, frasi particolarmente dure, come: “Con tutto quello che mi hai fatto penare devi m0rire”, “Carogna maledetta che non sei altro devi morire”, e “Rispondimi o finisci male”. Un altro messaggio riportato è stato: “Adesso basta, a cena con gli uomini vacci da sola non con mia figlia, non mi devi provocare”. Questi contenuti hanno alimentato la gravità della situazione, aumentando la preoccupazione delle autorità riguardo ai suoi comportamenti.
Per la Procura di Milano Alessandro Basciano deve essere arrestato di nuovo e posto agli arresti domiciliari, perché sarebbe pericoloso per Sophie Codegoni. L’ex compagna lo aveva denunciato per stalking, ma il Gip aveva deciso di rilasciarlo 48 ore dopo l’arresto. Allo scadere dei 10 giorni previsti per il ricorso, i pm Antonio Panza e l’aggiunto Letizia Mannella hanno chiesto al Tribunale del riesame che il 35enne venga almeno posto agli arresti domiciliari. C’è il forte rischio, secondo la Procura, che l’uomo possa perseguitare la 23enne che lo ha denunciato.
Sophie Codegoni: “Controllata da due uomini mandati da Basciano in un centro commerciale”
Finché Alessandro Basciano resta libero, l’incolumità fisica di Sophie Codegoni è in «serio pericolo». A lanciare l’allarme è la Procura di Milano nel ricorso con il quale ha chiesto al Tribunale del riesame che il dj venga messo agli arresti domiciliari annullando, così, la scarcerazione decisa dal gip il 23 novembre appena 48 ore dopo che era stato arrestato con l’accusa di stalking nei confronti della ex compagna.
Nelle otto pagine dell’appello, il pm Antonio Pansa e l’aggiunto Letizia Mannella ripercorrono tutte le accuse che avevano portato al primo arresto di Basciano. «Gravi indizi» di colpevolezza che riguardano mesi e mesi aggressioni e minacce alle quali, come spesso accade nelle relazioni tormentate in cui la donna è vittima, seguono improvvisi ravvedimenti dell’uomo e poi nuove e più gravi minacce e violenze. Ed è questo il quadro che è emerso dalla drammatica testimonianza fatta dalla influencer il 28 novembre in procura per più di 5 ore in cui, tra l’altro, ha confermato di non aver mai ritirato la prima querela presentata il 9 dicembre di un anno fa contro il dj.
Appena due giorni dopo, ha messo a verbale la donna, mentre stava promuovendo un marchio di moda in un grande centro commerciale dell’hinterland di Milano, si è accorta che due uomini, all’apparenza nordafricani, la tenevano sotto controllo. Poco dopo era stata raggiunta da uno degli amici che erano stati aggrediti a Milano, il quale aveva denunciato il dj, che, choccato e impaurito, le aveva detto che aveva appena incontrato Basciano nel centro commerciale. «Ragazzino, dove c…. stai andando?», gli aveva detto per poi intimargli «di ritirare la denuncia sostenendo di essere uno di strada disposto anche a farsi venti anni di carcere», riportano i magistrati che aggiungono che Sophie Codegoni riteneva che i due nordafricani «fossero stati incaricati da Basciano per controllarmi», aggiungendo che «Basciano frequenta persone pericolose con precedenti penali».





