Questa mattina, l’Assemblea nazionale di Seoul ha approvato la mozione di impeachment contro il presidente della Corea del Sud Yoon Suk-yeol, a seguito del suo fallimentare tentativo d’imporre la legge marziale, dichiarata il 3 dicembre e ritirata dopo appena sei ore, a causa della bocciatura parlamentare. La popolazione aveva già manifestato il suo dissenso attraverso imponenti proteste di massa, mentre il Parlamento era apparso incerto sul da farsi. Il primo tentativo, una settimana fa, si era rivelato un buco nell’acqua: i deputati del partito di maggioranza avevano abbandonato l’aula, impedendo il raggiungimento del quorum. Oggi, invece, duecentoquattro su trecento deputati hanno scelto di mettere in stato d’accusa il presidente, indagato per diversi reati, tra i quali tradimento e insurrezione. Solo ottantacinque, invece, si sono mostrati sfavorevoli alla mozione, mentre tre si sono astenuti. A fare la differenza, stavolta, sono stati i centootto membri del People Power Party, il partito di Yoon, che hanno deciso di non disertare.

Il presidente sudcoreano, che non sembrava avere intenzione di abbandonare l’incarico, è stato dunque destituito. «malgrado ora debba farmi da parte per un po’», ha dichiarato in un messaggio alla nazione trasmesso in TV, «il viaggio verso il futuro non deve mai fermarsi». Malgrado il suo forzato ritiro, Yoon ha si è detto speranzoso riguardo alla fine della «politica di eccessi e di scontro» tra partiti opposti.

Corea del Sud: il Parlamento approva l’impeachment, cosa succede ora

impeachment
La popolazione festeggia l’impeachment del presidente Yoon

«Con tutto l’incoraggiamento e il sostegno che mi date», ha ribadito Yoon, «farò del mio meglio fino all’ultimo momento per la nazione ». Il presidente ha chiesto di mantenere la stabilità nelle funzioni governative durante quella che ha definito una pausa “temporanea” dal suo mandato. Da oggi, il primo ministro Han Duck-soo subentrerà come presidente ad interim. La Corte avrà centottanta giorni di tempo prima di pronunciarsi sul futuro del Governo.

Qualora l’impeachment venga confermato, Yoon diventerà il secondo Presidente nella storia della Corea del Sud finire sotto accusa. In questo caso, entro sessanta giorni dalla sentenza dovranno esserci delle elezioni nazionali per scegliere il suo successore. Al contrario, se la Corte dovesse respingere l’accusa, il politico potrebbe essere reintegrato. La sua popolarità, tuttavia, sembra aver raggiunto ormai i minimi storici. Un sondaggio di Gallup Korea ha reso noto che Il 75% degli intervistati erano favorevoli all’impeachment, mentre solo il 21% si erano detti contrari alla destituzione.

Il popolo festeggia a Seoul

I cittadini, dunque, appaiono compatti contro Yoon. Migliaia di persone hanno atteso l’esito della votazione radunandosi nei pressi dell’Assemblea e in altri luoghi importanti del Paese, chiedendo a gran voce l’impeachment. Secondo le stime delle forze dell’ordine, almeno ottantacinquemila persone hanno partecipato al sit-in a Yeouido. Diverse manifestazioni si sono tenute anche a Daegui, roccaforte del partito conservatore. Nel frattempo, a Seoul, trentottomila sostenitori di Yoon hanno formato una fila chilometrica, partita dalla statua dell’ammiraglio Yi Sun-sin a Sungnyemun, chiedendo l’arresto del leader dell’opposizione Lee Jae-myung.

Il via libera a procedere con la messa in stato di accusa è stato tuttavia accolto con canti e balli dalla stragrande maggioranza della popolazione, che ha riempito le strade della capitale e delle altre città per festeggiare la notizia. A fare eco alla folla è Park Chan-dae, leader del Partito Democratico, la principale forza di opposizione. «L’impeachment di oggi è la grande vittoria del popolo e della democrazia», è stato il suo commento. Intanto, il primo ministro Han Duck-soo ha promesso che dedicherà tutto il suo impegno a «garantire una governance stabile».

Federica Checchia

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