Cosa succede ora che il cancelliere Olaf Scholz è stato sfiduciato dal Parlamento tedesco? Il presidente della Repubblica Frank Walter Steinmeier avrà 21 giorni per decidere e valutare se non sia possibile un’altra maggioranza stabile nell’attuale Parlamento senza scioglierlo, ma nelle scorse settimane ha già detto che il suo obiettivo è costituire un governo stabile. Se ci fosse stata il Bundestag avrebbe proposto la sfiducia costruttiva indicando il nuovo cancelliere. Questo lascia capire che Steinmeier seguirà la richiesta di Scholz di sciogliere l’emiciclo.

Si prenderà però tempo almeno fino al 25 dicembre, probabilmente il 27, perché non devono passare più di 60 giorni tra lo scioglimento del Bundestag e le nuove elezioni (come dice l’articolo 39 Costituzione). E la data del 23 febbraio – la più probabile per il voto anticipato -è stata determinata contemperando le esigenze di celerità con quelle organizzative indicate dall’Ufficio per le elezioni. Tra l’altro alle formazioni più piccole, che non sono già in un Parlamento, dev’essere dato modo di raccogliere 2mila firme per presentarsi.

Scholz senza fiducia non perde subito il posto, Il suo governo ai sensi dell’articolo 69 della Costituzione resterà nelle sue funzioni per gli affari correnti sino all’elezione del nuovo Bundestag ed anche l’attività parlamentare potrà continuare, con nuove maggioranze in appoggio dei singoli provvedimenti. I due partiti centristi di ispirazione cristianodemocratica Cdu e Csu hanno però chiarito che non intendono votare nessuna iniziativa della maggioranza uscente che non sia urgente; si preparano anzi a cancellarne diverse leggi.

Oltre, dunque, che una scelta di direzione politica, le nuove elezioni rappresenteranno anche tecnicamente una vera sfida perché si applicherà la nuova legge elettorale che fissa in modo rigido il numero di deputati a 630 (adesso sono 733). Permane la possibilità per le forze che non raggiungono il 5 per cento ma conquistano almeno tre mandati diretti di inviare i propri deputati nel Bundestag, la cui eliminazione è stata cassata dalla Corte costituzionale. Ma per i candidati delle liste che supereranno il quorum, come prevedibilmente la Csu bavarese, diventerà determinante il secondo voto di preferenza, potrebbero infatti vincere nel proprio seggio ma per la percentuale raggiunta da tutto il partito esserne scippati.

Alessia Spensierato