Una diserzione di massa, quella dai libri. Secondo la rilevazione dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) su dati Pepe Research, il 30% dei lettori legge in maniera frammentaria e discontinua. Qualche volta al mese, se non all’anno. Peggiora la qualità della lettura quindi, e calano i lettori. I dati sono stati presentati a Più libri più liberi, Fiera nazionale della piccola e media editoria di Roma, durante l’incontro “La lettura debole. Pochi lettori o letture troppo brevi?”, al quale sono intervenuti: il presidente di AIE Innocenzo Cipolletta, Renata Gorgani (presidente del Gruppo di Varia di AIE), Monica Manzotti (NielsenIQ-GfK Italia), Giovanni Peresson (ufficio studi AIE) e Florindo Rubbettino (delegato AIE per il sud).
Calano i lettori e peggiora la lettura: cosa dicono i dati del 2024

Il dibattito ha affrontato le difficoltà a definire in maniera univoca la pratica della lettura e a quantificarla nella popolazione, per effetto delle diverse domande che vengono poste agli intervistati nelle differenti rilevazioni, condotte con tecniche di somministrazioni e di campionamenti altrettanto diversi. Anche i risultati sono molto diversi: AIE stima i lettori il 73% della popolazione, mentre Istat appena il 39%.
Secondo l’Osservatorio, le persone tra i 15 e i 74 anni che dichiarano di aver letto, anche solo in parte, un libro nell’ultimo anno (a stampa, e-book, o ascoltato un audiolibro) sono il 73%, contro il 74% del 2023. Cala anche la lettura di soli libri a stampa, che riguarda il 66% della popolazione, contro il 68% del 2023. Si tratta di dati che escludono a priori la lettura dei libri “obbligatori”, come quelli scolastici o professionali.
Tutto questo inficia fortemente la qualità della lettura. Il tempo medio settimanale dedicato a questa attività si riduce infatti di quasi mezz’ora in un anno: da 3 ore e 16 minuti nel 2023 a 2 ore e 47 minuti nel 2024.
Il divario tra Nord e Sud
“I dati sulla flessione dei tempi di lettura e del numero di lettori, che vanno di pari passo alla flessione del mercato, confermano la necessità di tornare a sostenere la domanda di libri nel nostro Paese soprattutto tra i più giovani, creando una consuetudine con i libri che prosegua nel corso di tutta la vita” ha spiegato il presidente di AIE Innocenzo Cipolletta. “Non c’è crescita e sviluppo culturale ed economico per l’Italia se non facciamo crescere i lettori, soprattutto al Sud e nelle aree meno prospere del Paese”.
Già, il Sud e le sue aree “meno prospere”, le più colpite dalla desertificazione libraria. Un divario che va via via allargandosi, se vero che i dati di NielsenIQ-GfK sul mercato del libro trade in Italia, suddiviso per aree geografiche, sono impietosi. Essi hanno evidenziato che i 79,2 milioni di libri a stampa venduti in Italia nel mercato trade tra gennaio e ottobre del 2024 sono così distribuiti: 35,8% nel Nord-Ovest, 22,2% nel Nord-Est, 22,7% al Centro, il 19,3% al Sud e Isole. Anche la distribuzione delle librerie sul territorio evidenzia il divario. Nord-Ovest e Nord-Est superano la media nazionale di librerie per abitante (0,28 ogni 10.000 abitanti), mentre il Sud è al di sotto del 30%.
Lorenzo La Rovere
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