Venerdì il primo ministro canadese Justin Trudeau ha annunciato un cambiamento nella composizione del suo governo dopo che lunedì la ministra delle delle Finanze, Chrystia Freeland, si era dimessa. Il governo di Trudeau è composto di 35 ministri: ha scelto di sostituirne 8, cioè quelli che in passato avevano dichiarato di non volersi ricandidare alle prossime elezioni. Quattro ministri che facevano già parte del governo hanno invece cambiato ruolo. I nuovi ministri provengono tutti dal Partito liberale, di cui Trudeau è a capo: tra loro ci sono un nuovo ministro della Pubblica sicurezza e una nuova ministra delle Entrate. Il posto di ministro delle Finanze era già stato riempito da Trudeau martedì.

Trudeau, dopo dimissioni di Chrystia Freeland fa un rimpasto

L’ultima tegola per Trudeau è arrivata nella giornata di lunedì 16 dicembre, quando è stata diffusa la lettera di dimissioni di Chrystia Freeland, Vice Primo Ministro e Ministro delle Finanze del governo canadese. Ex giornalista del Financial Times e scrittrice, Freeland è stata reclutata da Justin Trudeau nel 2013 e, da allora, era considerata una fedelissima prima della recente rottura. Ma cosa c’entra Trump con la crisi canadese? Le dimissioni precedono di poche ore la prevista presentazione del primo piano economico canadese in risposta all’imminente insediamento dell’amministrazione del tycoon, il quale ha minacciato un dazio del 25% su tutti i beni e servizi provenienti dal Canada. La politica di “America First” di Trump rappresenta un rischio esistenziale per l’economia canadese, e le divergenze su come affrontare questa sfida hanno spinto Freeland a lasciare il governo.

“Nelle scorsi settimane, tu e io ci siamo trovati in disaccordo sulla migliore strada da seguire per il Canada”, ha scritto Chrystia Freeland in una lettera al primo ministro.Oggi il nostro Paese affronta una sfida grave. La prossima amministrazione degli Stati Uniti sta adottando una politica di nazionalismo economico aggressivo, che include la minaccia di dazi del 25%. Dobbiamo prendere questa minaccia estremamente sul serio”. Freeland ha sottolineato che il Canada deve mantenere “le riserve fiscali intatte oggi” per essere pronti a fronteggiare una “guerra commerciale imminente“.

L’addio di Freeland, ex ministro delle Finanze e figura chiave nella gestione delle relazioni tra Canada e Stati Uniti, rischia di essere fatale per il Primo ministro, che non sembra essere in grado di affrontare la grave crisi politica. Freeland, infatti, era stata fondamentale durante la difficile rinegoziazione del NAFTA con Trump, ottenendo un accordo che salvaguardava gli interessi commerciali canadesi. Inoltre, il presidente repubblicano riporterà l’attenzione sulla spesa per la difesa del Canada, da quest’ultimo sempre criticata per essere ben al di sotto del target NATO del 2% del PIL.

In Canada le elezioni sono previste per ottobre del 2025, ma è possibile che verranno anticipate. Trudeau ha infatti tre opzioni: restare in carica fino all’ottobre del 2025; dimettersi da leader dei Liberali e aprire una competizione interna per nominare la o il suo successore, che poi porterebbe il paese e il partito alle elezioni del 2025; oppure rimanere in carica ma organizzare elezioni anticipate. La decisione di dimettersi come leader del partito può essere presa solo da Trudeau, ma finora lui ha sempre detto di non volerlo fare.