Una persona è morta e altre sette sono rimaste ferite dopo che ieri un Tesla Cybertruck carico di fuochi d’artificio e bombolette di gas è esploso fuori dalla Trump Tower di Las Vegas, hotel di proprietà del presidente eletto Donald Trump. La polizia di Las Vegas ha affermato che il decesso è avvenuto proprio all’interno del futuristico pick-up. Il mezzo conteneva anche bombolette di carburante da campeggio.

Le forze dell’ordine stanno indagando circa le cause dell’incidente. Interrogato riguardo alla possibilità di una matrice terroristica o di collegamenti politici, lo sceriffo del dipartimento di polizia Kevin McMahill non si è sbilanciato. «Questo è un camioncino Tesla e sappiamo che Elon Musk sta lavorando con il presidente eletto Trump, ed è la Trump Tower», ha dichiarato, «Quindi ci sono ovviamente cose di cui preoccuparsi; continueremo ad esaminare tutto.».

Tesla esplosa davanti alla Trump Tower: le parole della polizia

Il video dell’esplosione del Tesla Cybertruck

McMahill ha affermato che le autorità conoscono l’identità della persona che aveva noleggiato il camioncino tramite l’app Turo in Colorado. Tuttavia, non ne renderanno pubblico il nome finché gli investigatori non avranno stabilito se si tratti o meno dello stesso individuo che ha perso la vita.

Il video della scena mostra una serie di dispositivi carbonizzati e ammassati nel retro del pick-up. Le pareti del cassone del camion sono ancora intatte perché l’esplosione è avvenuta verso l’alto. Il veicolo è arrivato a Las Vegas verso le sette e trenta del mattino, ha guidato circa un’ora dopo nell’area parcheggiatori del Trump International Hotel, dove è rimasto fermo per una ventina di secondi prima della detonazione.

Le autorità, ieri, stavano ancora lavorando per estrarre il corpo dalla vettura. «Il nostro obiettivo principale è assicurarci di avere la corretta identificazione del soggetto coinvolto in questo incidente», ha spiegato l’agente FBI Jeremy Schwartz, «Dopodiché, il nostro secondo obiettivo è stabilire se si è trattato o meno di un atto di terrorismo».

Il possibile collegamento con i fatti di New Orleans

L’esplosione della Tesla è avvenuta a poche ore dall’attentato di New Orleans, nel quale un uomo si è lanciato contro una folla a bordo di un camion, uccidendo almeno quindici persone prima di essere ucciso a colpi di arma da fuoco dalla polizia. L’incidente è stato classificati come un attacco terroristico e la polizia ritiene che l’autista non abbia agito da solo.

Sulla piattaforma X, di cui è proprietario, Elon Musk ha spiegato come l’intero team senior di Tesla stia indagando sull’accaduto: «Non abbiamo mai visto niente del genere». Non molto tempo dopo, ha pubblicato il seguente comunicato: «Abbiamo ora confermato che l’esplosione è stata causata da fuochi d’artificio molto grandi e/o da una bomba trasportata nel cassone del Cybertruck noleggiato e non è correlata al veicolo stesso».

Federica Checchia

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