Nel corso della sua carriera trentennale, il regista francese Jacques Audiard, vincitore della Palma d’oro, ha realizzato il crudo dramma carcerario “Il Profeta”, ha raccontato la passione distruttiva in “Un sapore di ruggine e ossa”, ha raccontato la storia dei rifugiati Tamil dello Sri Lanka in “Dheepan – Una nuova vita” ed esplorato i western con il suo debutto in lingua inglese, “I fratelli Sisters”. Il suo ultimo lavoro è “Emilia Pérez”, un musical poliziesco in lingua spagnola ambientato in Messico con Karla Sofía Gascón nel ruolo della famigerata leader del cartello Manitas del Monte, che finge la propria morte per vivere autenticamente come una donna trans. Il cast include Selena Gomez, che interpreta la moglie tormentata di Manitas, Jessi, e Zoe Saldaña, che interpreta Rita, un’avvocatessa di talento ma oberata di lavoro reclutata da Emilia per aiutarla a iniziare una nuova vita.
Jacques Audiard riconosce che è stata una sfida selvaggia realizzare il film, ma “‘Emilia Pérez’ era inevitabile“, ha raccontato a Variety. Audiard afferma che Emilia Pérez è più un melodramma che un musical. Infatti, la sua idea era di creare un film che “cambiasse genere in continuazione“. E dopo aver vinto il premio della giuria di Cannes e un premio per il suo cast femminile, Emilia Pérez è balzato in testa alla corsa agli Oscar ed è in lizza per il miglior musical o commedia ai Golden Globes.
Jacques Audiard racconta Emilia Pérez

“Sei in un film di narcotrafficanti e poi, bam, sei in una telenovela e così via”, dice Audiard. “Volevo questa cosa nel film“. “Sono andato in Messico tre o quattro volte, ma la realtà messicana è così potente che o la devi affrontare e filmare, o devi romperla“, dice Audiard sul girare il film in studio. Girare in uno studio aveva senso, spiega, perché “il DNA di ‘Emilia’ è davvero un’opera: è un set cinematografico come un’opera“. Gascón, che è in lizza per un Golden Globe, potrebbe diventare la prima interprete trans a vincere il premio come migliore attrice agli Oscar. “Penso alla nostra Karla. Ha fatto la sua transizione a 46 anni“, dice Audiard. “Mi dico che la potenza della sua interpretazione in ‘Emilia Pérez’, la densità, la comicità, lo spirito sono totalmente intrisi di ciò che è venuto prima, di quel ‘Carl’ che non ho mai conosciuto“.
Riguardo alla prospettiva di vedere Gascón vincere una statuetta, Audiard afferma che “aprirebbe qualcosa“. “La mentalità di un’epoca è sempre in ritardo“, continua. “È come le rivoluzioni industriali, impiegano sempre un po’ di tempo per recuperare terreno rispetto alla società“. “Già rispetto a quando ho iniziato a scrivere il film nel 2019 la mentalità si è evoluta tantissimo“. E Audiard ha raccontato che il film, nonostante i cambi continui di genere, resta sempre un dramma. “c’è un’area che è davvero drammatica e che non vediamo“. “Quell’area fuori dallo schermo è la vita di Manitas, che vuole essere una donna anche se è un capobanda e ha una moglie“, afferma. “Penso che sia un prequel di ‘Emilia Pérez’“.
Alessandro Libianchi
Fonte: Variety
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