Il conte Orlok è apparso per la prima volta in Nosferatu il vampiro, il grande colossal horror del cinema muto diretto da Friedrich Wilhelm Murnau. Nella pellicola del 1922, il conte Orlok viene presentato come un omuncolo scheletrico e pallido, con le orecchie a punta, unghie filiformi e incisivi aguzzi, pronti a perforare il collo delle sue giovani vittime. Abita in un castello isolato della selvaggia Transilvania, dove i contadini sono terrorizzati soltanto a sentirlo nominare. La sua interpretazione a opera di Max Schreck fu così inquietante e credibile che in molti sospettarono fosse davvero un vampiro, reclutato su qualche monte dei Carpazi.

La storia del conte Orlok, ovvero Nosferatu il vampiro

Ph: festival.ilcinemaritrovato.it

La vicenda si svolge nel XIX secolo a Brema. Il direttore di una agenzia immobiliare riceve da un certo conte Orlok, che gli scrive dalla lontana Transilvania, una richiesta di acquisto di un immobile. Per perfezionare l’affare decide di inviare nella zona un suo giovane dipendente: Thomas Hutter. il giovane si mette in viaggio noncurante degli oscuri presentimenti della moglie Ellen e giunge alla fine al castello del conte Orlok, che fin dal primo incontro rivela una personalità quantomeno strana.

Il giorno seguente Hutter girando per il castello scopre che è disabitato. La sera stessa conclude l’affare con il conte che, vedendo casualmente una fotografia di Ellen che lo sposo portava con sé, commenta che la donna ha davvero un bellissimo collo. Hutter è sempre più preoccupato per il comportamento inquietante del conte e decide di barricarsi nella stanza. Ma Orlok passa lo stesso. Mentre si avvicina al giovane per berne il sangue, viene interrotto da Ellen. La ragazza, per telepatia o per amore, sente quello che sta per accadere allo sposo a miglia di distanza e riesce a fermare il vampiro.

Hutter cerca di scappare al più presto dal castello. Quando riesce a uscire scopre che anche Nosferatu ha abbandonato il castello assieme a un carico di bare. Nosferatu non solo uccide tutti i membri dell’equipaggio della nave su cui salpa, ma porta con sé a Brema un carico di topi. Quando la nave, ormai senza guida, attracca al molo della città, i topi scendono dal battello e diffondono la pestilenza. Nosferatu si avvia verso la sua nuova casa, che è esattamente quella affianco ad Hutter.

Brema è nel panico ed Ellen scopre allora la vecchia credenza popolare circa il fatto che una fanciulla innocente possa salvare una città dalla peste sacrificandosi. Decide di donarsi al vampiro facendo in modo che il loro abbraccio si prolunghi fino al sorgere del sole. Così una sera Ellen apre la porta a Nosferatu e lo tiene accanto a sé fino al sorgere del sole. Il vampiro non si rende conto del piano della giovane e quando sente il canto del gallo è ormai troppo tardi. Dalla finestra della stanza penetra un raggio di sole che lo annienta.

Orlok e Dracula: i due volti del vampiro

Murnau voleva realizzare un adattamento del celebre romanzo di Bram Stocker, Dracula. Tuttavia, i diritti erano nelle mani della vedova dell’autore: per aggirare le royalties, la Prana Film scelse di produrre un film che avesse quell’atmosfera, ma cambiando i nomi dei personaggi e l’ambientazione. Ecco che allora la scena si sposta dall’Inghilterra alla Germania. Al posto di Dracula nasce il ripugnante conte Orlok, anche chiamato Nosferatu (dal greco nosophoros, portatore di pestilenza).

Il conte Dracula nel romanzo di Stoker è intrigante, misterioso, posato. Nulla a che fare con Nosferatu, al cui aspetto osceno e grottesco corrisponde un’indole venefica e animalesca. Egli infatti è aggressivo e assetato di sangue, al punto da non potersi trattenere appena ne vede una goccia spillare dal pollice del giovane Hutter, protagonista del film. Dracula, al contrario, sa perfettamente trattenersi, è elegante e cortese, e non ha problemi a passeggiare alla luce del sole. La repulsione del vampiro alla luce solare è stata introdotta proprio da Murnau, che voleva rendere chiaro fino a che punto la sua creatura appartenesse al regno delle tenebre. Per spostarsi e viaggiare il conte Orlok è costretto addirittura a seppellirsi dentro una bara piena di terra: la terra maledetta della sua Transilvania.

Mentre Dracula è un gentiluomo per certi versi anche intellettualmente superiore ai suoi contemporanei, Orlok è una sorta di alter ego di Hutter. Come mr. Hyde per dottor Jekyll, ne incarna le pulsioni nascoste. La giovane Ellen, a dispetto dell’amore platonico che prova per Hutter, nella scena finale apre di sua volontà le tende per farsi vedere dal mostro, e lo aspetta distesa sul letto, languida. Viene finalmente appagata dall’abbraccio del vampiro, mentre Hutter non era riuscito a soddisfarla. Il suo sacrificio è un atto di trasgressione. Il finale in cui il mostro si dissolve alla luce solare e lei si sacrifica è tanto erotico quanto mortale.

Lorenzo La Rovere

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