I giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti si sono espressi all’unanimità in favore del TikTok ban, confermandone la validità. La legge americana, nelle ultime settimane al centro di un acceso dibattito, obbliga ByteDance, la società che possiede il noto social network, a vendere TikTok a un acquirente non collegato al governo cinese entro il 19 gennaio. In caso di mancata osservanza, gli USA potrebbero bloccare la possibilità di scaricare l’applicazione dall’App Store e da Google Play; chi ne è già in possesso potrà continuare a servirsene, ma senza poter aggiornarla.

Ad approvare il TikTok ban, nell’aprile 2024, erano stati entrambi i partiti. ByteDance aveva fattto ricorso, ritenendo questa misura una violazione del primo emendamento della Costituzione. La richiesta della società era stata però bocciata dalla Corte d’Appello di Washington, che aveva motivato la sua decisione sostenendo di voler preservare la sicurezza nazionale.

Il “TikTok ban” è nelle mani di Donald Trump

Al momento, sembra che Joe Biden non abbia intenzione di applicare questa legge proprio durante il suo ultimo giorno di mandato. A dedicere, dunque, sarà il suo successore, Donald Trump. Secondo il New York Times, il neoeletto presidente starebbe starebbe pensando di firmare un ordine esecutivo per bloccare la procedura, ma non si sa se questo fermerà del tutto l’entrata in vigore del bando.

Qualche giorno fa, il tycoon ha chiesto alla Corte di posticipare la scadenza. Sperava di avere più tempo per trovare una soluzione con l’azienda, attraverso una serie d’incontri con l’amministratore delegato Shou Chew. Dopo la sentenza, Trump ha chiosato ai microfoni della CNN: «In fin dei conti dipende da me, quindi vedrete cosa farò». Non resta, dunque, che attendere.

Federica Checchia

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