Ieri in Nigeria, nella regione del Niger, un’autocisterna che trasportava carburante si è ribaltata ed è poi esplosa, provocando la morte di almeno 70 persone.

“Più di 70 persone hanno perso la vita in questo tragico incidente”, ha dichiarato ai media locali Kumar Tsukwam, comandante della Federal Road Safety Corps).

L’incidente è avvenuto nella Nigeria centrale quando l’autocisterna (attorno al quale si era radunata una folla per raccogliere carburante) si è ribaltata, secondo quanto riferito dall’Agenzia nazionale per la sicurezza stradale. L’autocisterna che trasportava 60.000 litri di benzina si è schiantata all’altezza di uno svincolo sulla strada che collega la capitale federale Abuja alla città di Kaduna. La crisi economica che la Nigeria sta attraversando da un anno e mezzo ha spinto molti nigeriani in situazioni precarie, soprattutto a causa dell’impennata del prezzo della benzina.
Alcuni sono disposti a rischiare la vita per raccogliere il carburante, il cui prezzo è quintuplicato in 18 mesi, negli incidenti stradali. Lo scorso ottobre, più di 170 persone sono morte nello stesso modo nello Stato di Jigawa, nel nord del Paese.

In Nigeria incidenti di questo tipo non sono sporadici: avvengono perlopiù a causa delle strade dissestate e delle scarse condizioni dei veicoli in circolazione. A ottobre, nella regione settentrionale di Jigawa, era esplosa un’altra autocisterna che trasportava carburante, e in quell’occasione morirono 147 persone. Il paese sta attraversando una dura crisi economica e, nonostante la benzina costi molto poco grazie a discussi sussidi statali, spesso in seguito a questo tipo di incidenti le persone cercano di recuperarla. Viene utilizzata soprattutto per alimentare i generatori, dal momento che quasi metà della popolazione non ha accesso alla rete elettrica nazionale.