Oggi 21 gennaio è la Giornata Mondiale dell’Abbraccio: una ricorrenza affettuosa che ci ricorda i benefici del contatto fisico e dell’amore, in tutte le sue forme. Lo racconta anche la psicologa Marta Giuliani. “Da piccoli l’abbraccio ha una funzione consolatrice, ma non solo, aiuta anche a delineare i propri confini corporei, facendo esperienza dell’altro. Crescendo assume diverse funzioni che, a seconda del contesto, possono essere di saluto, di conforto, di rassicurazione, e ancora comunicare affetto o eccitazione. Nel complesso l’abbraccio aiuta a migliorare l’umore, grazie agli effetti che esercita a livello sia fisico che mentale, e può sostenere anche lo sviluppo dell’autostima”.

Giornata mondiale dell’abbraccio, perché celebrarla?

A creare la ricorrenza è Kevin Zaborney. Lo troviamo sul web come l’ambasciatore degli abbracci (@Hugambassador). Su Linkedin è un imprenditore sociale creativo. Tutti titoli più che meritati: Zaborney è il fondatore del National Hugging Day, evento inizialmente made in Usa dedicato a celebrare il potere degli abbracci. È stato proprio lui infatti a coniare il National Hugging Day nel 1986 negli Stati Uniti: lo scopo era quello di incoraggiare le persone a esprimere affetto in modo semplice e spontaneo. Quale metodo migliore se non quello degli abbracci?

La Dottoressa Giuliani, coordinatrice del gruppo di lavoro di Psicologia e Sessualità dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, continua ricordandoci le funzioni dell’abbraccio. “La giornata di oggi andrebbe presa come l’occasione per ricordarci le numerose funzioni dell’abbraccio, sia a livello fisiologico, che psicologico e di relazione, fondamentali per il benessere della persona, sin dalla primissima infanzia. Durante un abbraccio consensuale, in una relazione più o meno significativa, si innescano dei meccanismi che favoriscono la produzione di endorfine, funzionali per la riduzione per esempio della soglia del dolore. Ma ancora, sappiamo che gli abbracci tendono a ridurre i livelli di ansia, anche attraverso il rilascio di ossitocina, e favoriscono la riduzione della frequenza cardiaca, riducendo lo stress”.

Marianna Soru

Seguici su Google News