Continua la bufera su Diddy: secondo i legali rappresentanti una dozzina di sue presunte vittime, nei prossimi giorni il rapper avrà dieci nuove cause da fronteggiare.

A parlare è l’avvocato Tony Buzbee ha sostenuto che saranno presentate più accuse nei prossimi 7-10 giorni. L’annuncio è stato fatto in concomitanza con un altro caso presentato a New York per conto di un uomo rimasto anonimo che sostiene di essere stato aggredito da Combs nel 2015. Nella causa si legge che l’accusatore anonimo si stava esibendo ad un evento nel quale era presente il rapper, dove nell’after party è stato drogato ed aggredito. Inoltre, il querelante sostiene di aver osservato Combs e il suo entourage impegnati in “attività sessuali di gruppo” con partecipanti che sembravano “drogati, incoscienti o come se fossero escort a pagamento”.

Diddy, Buzbee anticipa: “dieci nuove cause nei prossimi 7-10 giorni”

Il team legale che si occupa della difesa di Diddy ha negato tutte le accuse mosse contro di lui e rilasciato una dichiarazione alla BBC: “Mr Combs ed il suo team legale hanno piena fiducia nei fatti e nell’integrità del processo….In tribunale prevarrà la verità: quella che Mr Combs non ha mai aggredito sessualmente nessuno, uomo donna, adulto o minore”.

L’avvocato sta presentando queste cause prima che a marzo scada una legge di New York che consente alle vittime di precedenti violenze sessuali di intentare cause civili, anche dopo la prescrizione. Buzbee, che risiede in Texas, ha rappresentato numerose presunte vittime di Combs, tra cui una che nomina Jay-Z come imputato. La causa, presentata a dicembre, accusa Jay-Z di aver violentato una ragazzina di 13 anni nel 2000 insieme a Combs. Jay-Z ha negato le accuse e ha chiesto al tribunale di archiviare il caso.

Secondo le fonti del New York Post, la settimana scorsa il rapper è stato trasportato dal Metropolitan Detention Center di Brooklyn a un ospedale vicino “al buio”. Si sostiene che sia stato sottoposto a una risonanza magnetica nella tarda serata di giovedì 30 gennaio, autorizzata perché “il ginocchio gli dava fastidio”, e le fonti citano problemi di vecchia data dovuti alla sua corsa alla maratona di New York nel 2003. La visita sarebbe stata effettuata a tarda notte per evitare quello che una fonte delle forze dell’ordine ha definito “caos”, data la natura di alto profilo del caso in corso, durante il quale Combs ha negato tutte le accuse a suo carico.

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