L’insegnante di italiano è il nuovo libro del giornalista, scrittore e regista Stefano Delle Cave. Edito Zora, e ispirato a fatti di cronaca realmente accaduti, racconta una storia di lotta e rinascita dove attraverso un personale e interiore viaggio dell’eroe i due protagonisti fioriscono in una nuova esistenza che li attende.

L’ insegnante di italiano, Stefano Delle Cave: rinascere attraverso la sofferenza

Il nuovo libro di Stefano Delle Cave introduce il lettore in una narrazione scorrevole e intimistica in cui le storie dei due protagonisti della trama si intersecano abilmente mostrando come, attraverso la sofferenza e la paura, si può sempre rinascere. La storia inizia introducendo la figura di Nino Auriemma, scrittore di successo, autore e opinionista ormai quasi in declino per via di un drammatico lutto che ha subito e che ha fatto sprofondare Nino in un dolore pulsante che lo rende inerme.

Due anni prima la moglie Lina ha perso la vita a causa di un pirata della strada che, ubriaco, la investe su un marciapiede. Lina muore e con lei una parte di Nino. A nulla servono le esortazioni del manager dello scrittore per provare a recuperare la sua carriera; nemmeno l’invito a un reality. Nella mente di Nino si avvicendano, quasi compulsivamente, immagini sbiadite e trasudanti infelicità, oltre che senso di colpa: l’incidente della moglie. Nino Auriemma la rivede dappertutto, ripercorrendo ricordi di gioventù o immagini felici presso l’orto della loro casa. Niente sembra stagnare quel dolore lancinante; la crisi per la morte si acuisce sempre di più, finché Nino si lascia andare alle ore vuote di giorni grigi e incolore, passati nella propria casa o a fare cose per inerzia.

Due storie che si intrecciano

Nel libro di Stefano Delle Cave, parallelamente, si intreccia la storia di un’altra importante protagonista della trama: Anna. Una ragazza ucraina in fuga dalla guerra insieme alla madre Olena e alla nonna, Natalka. Come Nino, Anna lotta con il proprio essere e le proprie paure che, nel corso della lettura, sembreranno inghiottirla. In una Nazione devastata dalla guerra, Anna decide di andare via da quella realtà.

La ragazza, 35 anni, bionda e con una treccia come segno distintivo è anche una cantante; dopo aver perso il padre a causa del Covid è rimasta con la madre e la nonna, senza rinunciare al suo sogno come aveva promesso al papà. Anna vuole provare a non soccombere alla guerra, così prende la vecchia macchina e fugge dal funesto territorio, dove ora solo accenni ferali e lugubri contrassegnano le vite delle tre donne.

Tuttavia, una situazione ributtante durante la strada per fuggire segnerà i giorni futuri della ragazza: un tentativo di violenza da parte di un soldato russo che Anna scamperà, uccidendo il militare. L’uccisione dell’uomo e quella vicenda straziante segneranno Anna in modo negativo. Accanto a lei, però, c’è sempre il fantasma del padre con cui comunica e a cui confida i suoi timori più sinistri.

L’insegnante di italiano, Stefano Delle Cave: l’illuminazione di Don Pasquale: l’arrivo di Anna

Il caro amico Don Pasquale, parroco del paese, le prova tutte per far reagire l’amico. Se all’inizio sembra che ogni tentativo sia vano, qualche tempo dopo trova la giusta chiave per far connettere Nino a quella porzione di Io che negli ultimi anni aveva relegato. Dopo peripezie e un difficile cammino Anna, insieme alla madre e alla nonna, arrivano nel Vesuviano ospiti del convento. Anna partecipa al coro, cerca di ambientarsi, ha voglia di ricostruire la sua vita; mentre Nino, ancora, si costruendo trascina nella sua mente attraverso ciò che gli capita un calco di una potenziale e papabile storia da scrivere.

L’arrivo di Anna è anche il momento di illuminazione dell’amico Don Pasquale: sarà il parroco, infatti, a dipanare il groviglio di timori di Nino indirettamente, chiedendogli di fare da insegnante di italiano alla ragazza appena arrivata. Se dapprima Nino Auriemma sembra reticente, dopo le insistenze dell’amico accetta ma a una sola condizione: può lasciare quando vuole, nessun vincolo. Questa promessa di libertà diventa per Nino essenziale per riconnettersi con il proprio sé e affrontare i propri fantasmi.

Sentimenti e sensi di colpa

Le lezioni iniziano, si susseguono, e Nino intravede qualcosa in quella ragazza bionda; qualcosa che piano piano si trasforma in sentimento acuendo il terribile senso di colpa verso la moglie defunta, Lina, la quale non ha mai smesso di essere presente nella mente di Nino.

La soggezione che lo scrittore prova nei confronti di una persona ormai deceduta diventa, a tratti, quasi invalidante per il protagonista ma anche un monito che gli fa comprendere quanto, nonostante il tempo trascorso, non sia riuscito ad andare avanti. L’inquietudine di Anna risveglia i sentimenti di Nino ma anche un ulteriore senso di colpa per la moglie, Lina. Decide di non parlare con la ragazza, né della sua vicenda personale né dei suoi sentimenti, ma di continuare a essere semplicemente il suo insegnante di italiano.

Personaggi secondari che danno dimensione alla narrazione

La lettura prosegue con un’ulteriore sottotrama che dà dimensione all’intera narrazione. Gianni, usuraio del paese, si invaghisce di Anna. La cerca in lungo e in largo ma non la trova. Decide così di servirsi di Antonio, un cliente che deve a Gianni parecchi soldi, in cambio di uno sconto sul debito da estinguere. Nel frattempo Anna trova lavoro in un locale in paese, il cui titolare è Renato Esposito. Con l’uomo nascerà una storia d’amore e proprio a Renato Anna confiderà l’inquietudine che si porta dentro; l’uccisione di un soldato russo dopo un tentativo di violenza. Nino, intanto, guarda lo sbocciare della storia da lontano, deciso a non intromettersi e a perpetuare il suo ruolo: quello dell’insegnante di italiano.

Un episodio, però, costringe quasi Nino a rielaborare in modo attivo il suo passato traslandolo nel presente: un invito a pranzo ad Anna, la madre e la nonna si trasforma in un momento di crisi. Le donne si ritrovano nella camera di Nino e vedono le foto di Lina. Credono sia la moglie, parlano fra loro: Nino sente il loro chiacchiericcio e le coglie in flagrante con una reazione inaspettata: rabbia, tristezza, sconforto. Lo scrittore chiede alle tre donne di andare via e da lì si rompe qualcosa fra l’insegnante e l’allieva; solo qualche giorno dopo sarà Renato, fidanzato di Anna, a incontrare lo scrittore scusandosi e a sincerandosi che Nino non provasse nulla per la donna. Intanto Antonio continua le sue ricerche con esito positivo. Lo riferisce a Gianni, il quale si attiva immediatamente per andare da Anna.

Il risveglio della coscienza fra passato e presente

In questa parte della lettura è molto interessante il personaggio di Antonio, sia nella vicenda che lo riguarda che nell’aspetto psicologico che lo contraddistingue. La sua è una figura che cede per paura ma che, alla fine, si ribella partecipando attivamente alla storia.

Il Topos è quello dei più classici: il personaggio della damigella in pericolo messa in una situazione infida da un personaggio cattivo. Il senso di colpa di Antonio per aver ceduto a Gianni la povera Anna sarà anche la benzina della sua ribellione; nel libro è anche trattato il rapporto con la moglie Marta, il detto-non detto, i sotterfugi di Antonio per scappare dalle domande della consorte, i suoi tentativi di proteggerla da quella situazione, oramai, più grande di lui.

Tuttavia, Gianni ricatterà anche Renato che cederà sotto lo sguardo deluso di Anna; intanto Nino, convinto della partenza della ragazza in Germania con quello che ormai è il suo fidanzato corre a cercarla per avere, almeno, un ultimo chiarimento. Nel guazzabuglio di sensazioni provate Nino ha un risveglio della coscienza: si rende conto che essere un insegnante di italiano lo ha ricondotto a sé stesso.

L’ Insegnante di italiano, Stefano Delle Cave: l’epilogo dolce-amaro della narrazione

La parte finale del libro si chiude con un colpo di scena: Anna è decisa, in quanto delusa dal comportamento del fidanzato, a chiudere la sua storia quando Gianni e il suo braccio destro fanno irruzione nel locale di Renato. Nel tentativo di proteggerla, Renato si accascia a terra e Gianni, portando Anna al piano superiore, prova ad abusare della ragazza. In quel momento giunge Nino, protagonista della storia, antagonista di sé stesso e antieroe della narrazione; grazie a Nino e ad Antonio Anna sarà salva.

L’epilogo della storia è dolce-amaro ma costruttivo; Anna resterà con Renato, nonostante gli auspici di Don Pasquale, di Olena, Natalka e dello stesso Nino, conducendo una nuova vita e lontana dai demoni del suo passato. La stessa cosa accade per il protagonista: i timori e la soggezione nei confronti della defunta moglie sono ormai dileguati in un percorso interiore che sembra scevro da imposizioni mentali e afflizioni. Nino è pronto a rifiorire e a guardare al futuro e per ripartire tornerà proprio in un posto specifico, palcoscenico di un suo momento di fragilità ma che stavolta, tuttavia, affronterà con uno spirito diverso.

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