Quelli che stiamo vivendo sono giorni storici per il trasporto aereo e l’aviazione civile italiana ed europea. Dopo un lungo tira e molla, fatto di annunci e smentite, la Commissione Europea ha finalmente dato il via libera alla fusione tra Ita Airways e Lufthansa, un accordo dal valore di 829 milioni di euro destinato ad avere un impatto notevole sull’intero settore. Nei prossimi paragrafi capiremo in cosa consiste questo accordo, cosa cambierà per i passeggeri e come si muoveranno le altre compagnie per adattare la propria offerta di servizi alla nuova condizione delle rotte.

Cosa prevede il nuovo piano di sviluppo

Il piano industriale della nuova società dovrebbe vedere ufficialmente la luce intorno alla metà di gennaio, data in cui il nostro Ministero dell’Economia e l’azienda tedesca apporranno le ultime firme sulle carte definitive. Qualche indiscrezione su quello che molti definiscono come “il più grande trasloco aereo” degli ultimi due decenni è però trapelata.

Uno dei primi provvedimenti dovrebbe essere l’avvio di voli in codeshare con le altre aviolinee della compagnia (il gruppo comprende, oltre a Lufthansa, Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Eurowings/Discover). Il secondo l’integrazione dei programmi fedeltà dell’azienda italiana e di quella tedesca, ovvero “Volare” e “Miles & More”.

Seguiranno, quasi sicuramente, una lunga serie di interventi volti a ottimizzare i costi relativi al catering, alla manutenzione e alla gestione bagagli ed è atteso un miglioramento del revenue managament della parte italiana grazie all’utilizzo del “cervellone” di Lufthansa a Zurigo.

Cosa cambia per i passeggeri

Una partnership di tale portata avrà un impatto significativo sul modo in cui viaggeremo a partire dal prossimo anno. Finora, il gruppo tedesco si è distinto per l’efficienza, nonostante i dati riportati da AirHelp – società specializzata in risarcimenti – evidenzino un aumento delle richieste di rimborso a Lufthansa nel 2024 a causa di ritardi e cancellazioni.
Un dato ancor più rilevante se consideriamo i record negativi registrati quest’anno in termini di minuti di ritardo, cancellazioni improvvise e mancati imbarchi per overbooking. Tuttavia, questi disagi risultano meno amari grazie alla legislazione europea, che – come sottolineato da AirHelp – prevede rimborsi fino a 600 euro, a seconda della lunghezza della tratta.

Si lavorerà, quindi, soprattutto sull’efficienza e sull’allargamento dei servizi. Dei punti fedeltà abbiamo già parlato ma altrettanto importante sarà l’allargamento delle destinazioni raggiungibili partendo da Fiumicino, aeroporto fondamentale per il neo-nato gruppo.
Ancora non è chiaro, invece, l’impatto che la partnership avrà sui costi dei biglietti. Lufthansa nei mesi scorsi ha annunciato dei rincari progressivi per sostenere la transizione green imposta dalle politiche comunitarie. Ma, allo stesso tempo, l’acquisizione e un maggiore coordinamento tra le compagnie del gruppo potrebbe portare a un taglio delle spese di gestione e per i carburanti.

Molto, quindi, dipenderà dalle scelte aziendali che scopriremo una volta presentato ufficialmente il piano industriale.

Fiumicino torna al centro della scena

Come già accennato nelle righe precedenti, l’accordo tra il gruppo italiano e quello tedesco porterà l’aeroporto di Fiumicino al centro della scena. Lo scalo romano verrà integrato nel sistema multi-hub di Lufthansa e ci sarà una riorganizzazione pressoché completa del traffico aereo italiano. Anche per quanto riguarda i voli a corto raggio che dovranno trasportare i passeggeri a Roma per l’imbarco in voli intercontinentali.

Una situazione in cui potrebbe svolgere un ruolo sempre più importante Air Dolomiti come vettore intermedio.

Le nuove rotte e le integrazioni con le compagnie italiane

Molto cambierà anche a livello di offerta di destinazioni e di rotte. La chiusura dell’accordo ha di per sé già aperto la strada verso l’Africa e il Sud America. Ma a queste mete potrebbero aggiungersi presto Bogotà, in Colombia, e altre città brasiliane (soprattutto in estate) oltre a quelle già coperte, ovvero Rio de Janeiro e San Paolo.

Allo stesso tempo sono attesi interventi di rimodulazione con tagli alle rotte già oggi in forte perdita e una maggiore attenzione sulle destinazioni dell’Est Europa, sempre più ambite a livello turistico e lavorativo.
Una rimodulazione che avrà ripercussioni dirette anche sugli altri scali italiani più importanti. Linate potrebbe trovare una nuova centralità come punto di raccordo tra Nord America e Germania, mentre Malpensa manterrà il suo ruolo fondamentale come hub merci ma, senza Alitalia, potrebbe veder ridimensionato il suo ruolo come aeroporto passeggeri.

Il dominio partito dopo l’accordo: il ruolo di EasyJet

Dello storico accordo tra Ita Airways e Lufthansa beneficerà anche un altro vettore: EasyJet. La compagnia low cost britannica ha infatti annunciato di essere stata identificata come remedy taker per il corto raggio nell’ambito della nuova partnership italo-tedesca.
Questo significa che EasyJet riceverà due nuovi slot a Milano Linate e Roma Fiumicino che le permetteranno di basare ben 8 aeromobili nei due scali. Già tra le migliori compagnie del mondo, almeno per quanto riguarda il comparto dei voli economici, EasyJet farà dell’Italia il suo secondo principale mercato e i primi annunci parlano di un obiettivo di circa 21 milioni di passeggeri trasportati ogni anno.