In una Monaco blindata dopo l’attacco con l’auto sulla folla che ieri ha causato decine di feriti, si è aperta oggi la Conferenza sulla sicurezza, con i riflettori puntati sui rapporti tra Ue e Usa, le spese per la difesa e l’avvio dei negoziati per la pace in Ucraina. A margine della riunione, nel pomeriggio, si è tenuto un bilaterale tra Zelensky e il vicepresidente americano Vance. Gli Stati Uniti vogliono una “pace duratura” in Ucraina, ha detto Vance. Il leader ucraino ha affermato di avere avuto un “buon” incontro, che “non sarà l’ultimo”. Ha affermato che il suo Paese è pronto a muoversi rapidamente verso una pace “vera e garantita”. Gli organizzatori hanno detto che non è presente alcuna delegazione russa.
Il vicepresidente ha fatto direttamente riferimento ai fatti accaduti a Monaco proprio alla vigilia della conferenza. «Un giovane di circa vent’anni guida un’automobile sulla folla e getta una comunità nell’ombra. Quante volte ancora dovremo subire questo terribile scacco prima di cambiare rotta?». L’aumento dell’immigrazione clandestina in Europa è «fuori controllo» ed è il risultato di «decisioni consapevoli prese da politici nell’arco di un decennio.
Ieri sera il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato che ci sarebbero stati colloqui tra funzionari americani, russi e ucraini. Kiev ha negato contatti con i russi e Mosca ha ribadito di non essere stata invitata. Il “nemico interno”, come lo ha chiamato, in Europa, sta imprigionando gli oppositori e ha paura dei suoi stessi elettori.
Per prima cosa Vance ha detto che il voto presidenziale recentemente annullato dalla Romania fosse in qualche modo un tentativo di negare agli elettori la loro scelta. Per essere chiari, la Romania ha annullato solo il primo turno di un voto presidenziale l’anno scorso, in cui un candidato filo-russo di estrema destra ha vinto di misura un posto in uno spin-off del secondo turno, perché i tribunali hanno concordato con le prove delle agenzie di intelligence rumene che c’era stata una significativa interferenza da parte della Russia. Vance si opponeva allo stato di diritto in Romania e al sentimento filo-russo e all’interferenza elettorale.
Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha prontamente replicato che le parole di Vance erano “inaccettabili”. Si è opposto “all’impressione che il vicepresidente Vance abbia creato che le minoranze siano soppresse o messe a tacere nella nostra democrazia. Sappiamo non solo contro chi stiamo difendendo il nostro Paese, ma anche per cosa”.
Nel mondo della Casa Bianca, l’Europa è colpevole di avere represso la libertà di parola. Ai suoi leader «non piace l’idea che qualcuno con un punto di vista alternativo possa esprimere un’opinione diversa o, Dio non voglia, votare in modo diverso o, peggio ancora, vincere un’elezione», ha detto Vance. E ancora: «Hanno minacciato e intimidito i social media per censurare la cosiddetta disinformazione» una «brutta parola dell’era sovietica». Ogni riferimento a Facebook e X, la piattaforma di Musk, è puramente voluto.
Vance: “In Europa la libertà di parola è in ritirata”
“In Gran Bretagna e in tutta Europa, temo, la libertà di parola è in ritirata”, ha detto Vance. “A quanto pare, non si può imporre l’innovazione o la creatività, così come non si può forzare le persone su cosa pensare, cosa sentire o cosa credere, e crediamo che queste cose siano certamente collegate. E sfortunatamente, quando guardo l’Europa oggi, a volte non è così chiaro cosa sia successo ad alcuni dei vincitori della Guerra Fredda”. Secondo il vicepresidente degli Stati Uniti, “la censura in Europa è una minaccia più grave di Putin”. Poco dopo Elon Musk ha postato l’intervento di Vance a Monaco con il commento “Make Europe great again!. Mega, Mega, Mega”, rilanciando il suo slogan, una declinazione in versione europea di quello trumpiano ‘Maga’ (Make America great again). Donald Trump ha dato ragione al suo vice: “Ho sentito il suo discorso. Ha parlato di libertà di parola. E penso che sia vero. L’Europa sta perdendo il suo meraviglioso diritto alla libertà di parola. Lo vedo”.





