Sanremo 2025 è ormai giunto al termine, ma è probabile che gli strascichi delle sue polemiche si estendano ancora per qualche tempo. Una tra le querelle più interessanti del primo Festival del secondo mandato di Carlo Conti è sicuramente quella che riguarda Selvaggia Lucarelli e Simone Cristicchi. Al termine della prima serata, infatti, l’opinionista del DopoFestival aveva affermato di non aver apprezzato particolarmente Quando sarai piccola, il brano del cantautore romano, poiché le sembrava volesse eccessivamente romanticizzare una malattia feroce come l’Alzheimer. Tra i due, nei giorni seguenti, c’è stato un botta e risposta più o meno acceso, ma tutto sommato rispettoso, tra i due. Ad accendere la miccia, però, è stato Marino Bartoletti, intervenuto ieri a Domenica In.
Il parere di Selvaggia Lucarelli e la difesa di Marino Bartoletti
Intervistata da Alberto Matano a La vita in diretta, Selvaggia aveva chiarito la sua posizione: «Cristicchi parla di una malattia molto specifica, non cita mai la parola Alzheimer, ma tutti abbiamo capito che si va in quella direzione, perché lui parla di memoria smarrita, di ricordi che la madre non ha più, quindi se non è Alzheimer, è qualcosa di molto vicino all’Alzheimer. Io l’ho vissuta da vicino, perché mia mamma l’ha avuta, mia nonna l’ha avuta e per un lungo periodo ho vissuto con lei.»
«È una malattia che ha molto poco di romantico», aveva proseguito, «perché quando svanisce la persona oltre ai ricordi, quando la persona si trasforma e non è più quella che ricordavi, quando si diventa aggressivi e ingestibili, più che bambini degli adulti fuori controllo purtroppo, è difficile raccontare la malattia escludendo la parte della fatica, del dolore, della rabbia, del rancore. E, alle volte, del pensiero atroce del “vorrei che finisse tutto questo”, per lei, per mia mamma, per la persona malata. A me sembra che manchi questo aspetto, dopodiché ognuno sceglie cosa mettere a fuoco nel proprio dolore, lui ha fatto la sua scelta e io l’ho trovata un po’ retorica. Questo non vuol dire che io voglia buttare l’acqua col neonato, c’è chi si è immedesimato, l’ha amata la canzone».
Un parere che, per qualche motivo, ha indispettito Bartoletti. Durante il tradizionale speciale su Sanremo, condotto da Mara Venier, il giornalista ha fatto molti complimenti a Cristicchi. Ha poi dichiarato: «Questo teatro ha dedicato due standing ovation soltanto a lui. Dopodiché, però, qualcuno che pretende di trasferire agli altri la propria sporcizia mentale, ha scritto delle cose che ti hanno profondamente ferito.».
Il botta e risposta tra Selvaggia Lucarelli e Marino Bartoletti
A molti, queste esternazioni sono sembrate rivolte a Selvaggia, che ha prontamente commentato: «Giornalisti così abituati a fare slurp che ormai passano direttamente all’insulto nei confronti di chi coltiva ancora l’esercizio della critica».
Il conduttore televisivo non è rimasto in silenzio, replicando con un post su Instagram: «Apprendo da parecchie reazioni scomposte che tale Selvaggia Lucarelli – mai nominata e soprattutto mai seguita – mi abbia insultato per una considerazione che ieri ho fatto a Domenica In dialogando con Simone Cristicchi. Mi dicono che la signora abbia un ego smisurato e una discreta coda di paglia, al punto da ritenersi al centro del mondo anche quando nessuno se la fila. Apprezzo comunque la sua autocritica quando scrive di “giornalisti che passano direttamente all’insulto nei confronti di chi coltiva l’esercizio della critica».
La contro-replica
Chi pensava che Selvaggia Lucarelli avrebbe incassato il colpo senza ribattere, probabilmente non la conosce. In una lunga serie di Instagram stories, ha infatti risposto per le rime al collega «La pochezza di Bartoletti che prima insulta, poi “mica parlo di te”, poi toglie il dubbio continuando a offendere in modalità passivo-aggressiva delegittimando e facendo finta che nessuno mi fili. Il tutto mentre si è infilato autonomamente in una discussione aperta da me, che sarebbe anche interessante. E che meriterebbe rispetto visto che ho avuto una madre e una nonna con Alzheimer, caro Bartoletti».
Selvaggia ha continuato: «Aggiungo caro Marino Bartoletti che più volte ci siamo trovati nello stesso spazio televisivo anche quello in cui ti trovavi ieri, quindi “tale Selvaggia Lucarelli” a tua sorella. Io ero invitata nello stesso salotto in cui sedevi a discutere anche di ciò di cui avevo scritto. Solo che io non ho potuto accettare l’invito. E sai perché? Perché dovevo tornare a casa a lavorare. A scrivere. A scrivere di cose che tu pensa un po’un domani commenterai in un salotto domenicale. E senza che io ti chieda pareri sulle mie opinioni, che puoi serenamente ignorare».
L’affondo a Marino Bartoletti
«Infine», ha concluso, «siccome io non ho bisogno di offendere l’interlocutore fingendo di non conoscerlo (abitudine molto maschile e maschilista) ti dico pure questo: ho sempre avuto un’idea molto romantica di te, perché mio padre, appassionato di calcio, negli anni ’90 ti venerva. Quando a casa arrivava il tuo Guerin Sportivo, io e i miei fratelli ce lo strappavamo dalle mani (da ragazzina amavo il calcio) è uno di quelli con la sporcizia mentale. Perché non penso riesca a vedere nulla di romantico in quello che è stato l’accudimento di mia madre».
«Io non penso neppure che sia vietato raccontare questa malattia in modo diverso da come l’ho vissuta io e come l’hanno vissuta in tanti, ma oltre al fatto che trovo la canzone banale, pretendo rispetto per chi rifiuta la romanticizzazione di una malattia schifosa. Grazie».
Federica Checchia
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