Nel terzo anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato una brevissima risoluzione presentata degli Stati Uniti che chiede la «rapida fine della guerra» senza però citare la Russia come aggressore e senza far riferimento alla sovranità e alla integrità territoriale di Kiev, come era invece stato sancito in Assemblea, dove la risoluzione Usa era stata approvata con questi emendamenti proposti dall’Ue, spingendo Washington a votare con la Russia contro l’integrità territoriale dell’Ucraina.
Donald Trump ha anche messo in chiaro che la sua linea per la conclusione del conflitto non prevede compromessi e che senza la firma da parte di Kiev dell’accordo per i minerali non si può procedere. Un doppio strappo al quale si aggiunge l’annuncio del presidente americano che nei colloqui con Vladimir Putin si stanno discutendo anche futuri patti economici tra Russia e Stati Uniti.
Giovedì anche il primo ministro britannico Sir Keir Starmer farà visita al nuovo leader americano. La Casa Bianca di Trump ha sconvolto l’alleanza transatlantica, ingraziandosi Mosca e mettendo in dubbio l’impegno a lungo termine degli Stati Uniti per la sicurezza europea.
Questa frattura è stata messa a nudo lunedì durante l’assemblea generale delle Nazioni Unite, composta da 193 membri, quando i diplomatici statunitensi hanno presentato la loro limitata risoluzione in cui esprimono cordoglio per la perdita di vite umane durante il “conflitto Russia-Ucraina” e chiedono una rapida conclusione dello stesso.
I diplomatici europei hanno presentato un testo più dettagliato, in cui si accusa la Russia per l’invasione su vasta scala e si sostiene la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina. “Dobbiamo ribadire che l’aggressione deve essere condannata e screditata, non premiata”, ha affermato il viceministro degli Esteri ucraino Mariana Betsa.
I membri dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite hanno sostenuto la risoluzione europea con 93 voti ma, cosa straordinaria, gli Stati Uniti non si sono astenuti, ma hanno addirittura votato contro, insieme a Russia, Israele, Corea del Nord, Sudan, Bielorussia, Ungheria e altri 11 Stati, con 65 astensioni. La risoluzione Usa è stata approvata con dieci voti a favore, zero contro e cinque astensioni, dopo che tutti gli emendamenti (sia quelli di Mosca che quelli degli europei con la Gran Bretagna) erano stati bocciati per ragioni procedurali o per il veto della Russia. Tra gli astenuti, la Francia e la Gran Bretagna due membri permanenti che avrebbero potuto usare il loro potere di veto.
La risoluzione americana è stata adottata col sostegno della Russia che, prima del voto, l’aveva definita “un passo nella giusta direzione”.
Il testo approvato si limita a chiedere “una rapida fine al conflitto” senza biasimare la Russia per l’invasione e non menziona l’aggressione russa. “Apprezziamo quando già detto dal presidente Donald Trump, e cioè che il conflitto in Ucraina ha le sue ragioni profondamente radicate”, aveva detto prima del voto l’ambasciatore russo Vassily Nebenzia.
Dopo il voto del Consiglio di Sicurezza sulla risoluzione degli Stati Uniti sull’Ucraina, la rappresentante Usa Dorothy Shea ha espresso apprezzamento per i membri del Consiglio che ne hanno sostenuto l’adozione e plaudito all’esito di quello che ha definito il primo atto preso dai Quindici nel conflitto ucraino per porre fine alle ostilità.
“Questa risoluzione ci mette sulla strada della pace”, ha detto la Shea evocando il titolo dato da Washington al documento: “Un primo passo, ma un passo cruciale di cui dovremmo essere tutti orgogliosi. Ora dobbiamo usarlo per costruire un futuro pacifico per l’Ucraina, la Russia e la comunità internazionale”.





