Israele respinge le deputate UE Lynn Boylan e Rima Hassan. Cacciate dall’aeroporto Ben-Gurion. Ecco le nuove leggi israeliane al centro della controversia.
Israele ha recentemente negato l’ingresso a due deputate del Parlamento Europeo, Lynn Boylan e Rima Hassan, suscitando un acceso dibattito sulle politiche di ingresso del paese e sulle implicazioni per le relazioni tra Israele e l’Unione Europea (UE). Questa decisione si inserisce in un contesto di tensioni crescenti riguardo alle nuove leggi israeliane che vietano l’accesso a individui che sostengono il boicottaggio o criticano le azioni militari israeliane.
Israele, le deputate UE respinte e le accuse mosse
Lynn Boylan, rappresentante irlandese del Sinn Féin e presidente della delegazione UE-Palestina del Parlamento Europeo, insieme a Rima Hassan, deputata francese de La France Insoumise, sono state fermate all’aeroporto Ben-Gurion di Tel Aviv e rimandate in Europa. Il ministro degli Interni israeliano, Moshe Arbel, ha giustificato la decisione affermando che Hassan “si è costantemente adoperata per promuovere boicottaggi contro Israele”. Non è stata fornita alcuna motivazione specifica per l’espulsione di Boylan. Quest’ultima ha dichiarato di aver pianificato incontri con funzionari dell’Autorità Palestinese e rappresentanti della società civile, condannando il rifiuto di ingresso come un “totale disprezzo per il diritto internazionale”.
Nuove leggi israeliane e le loro implicazioni
L’espulsione delle due deputate avviene in seguito all’approvazione di una nuova legge israeliana che vieta l’ingresso a chi nega l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 o sostiene azioni legali internazionali contro soldati israeliani. Questa legge amplia una precedente normativa che proibiva l’accesso a sostenitori del movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni). Critici, sia in Israele che all’estero, sostengono che tali leggi siano strumenti per reprimere il dissenso e limitare la libertà di espressione.
Israele contro due deputate UE: le reazioni nell’Unione
La decisione di Israele ha suscitato reazioni contrastanti all’interno dell’UE. Il gruppo politico La Sinistra ha richiesto la sospensione immediata dell’accordo di associazione UE-Israele. Il tutto citando l’indagine della Corte Internazionale di Giustizia sui presunti crimini contro i palestinesi a Gaza. Questa situazione evidenzia le tensioni esistenti tra Israele e alcuni membri dell’UE riguardo alle politiche israeliane nei confronti dei territori palestinesi.
L’episodio dell’espulsione delle due deputate europee mette in luce le complesse dinamiche tra Israele e l’Unione Europea. Ma non solo: solleva interrogativi sul rispetto dei diritti umani, della libertà di espressione e delle relazioni diplomatiche. Mentre Israele difende le proprie leggi come necessarie per la sicurezza nazionale, molti nell’UE vedono queste azioni come un ostacolo al dialogo e alla cooperazione internazionale.
Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine





