«Non è che faccio come mio nonno quando parlava della musica dei suoi tempi?». Elio, leader della storica e dissacrante band Elio e le Storie Tese, ha qualcosa da (ri)dire riguardo alla musica odierna, e lo fa in una lunga intervista rilasciata a Il Giorno. L’occasione è la presentazione dello spettacolo Quando un musicista ride, dedicato a quel repertorio «seriamente comico» che ben conosce. Lo show sarà in scena oggi e domani agli Arcimboldi di Milano (il 4 e 5 luglio, invece, a Bassano Del Grappa ci sarà il classico Concertozzo).

Il cantante, però, ne approfitta per fare il punto della situazione del panorama discografico italiano: «Se faccio un controllo di qualità, chiamiamolo così, mi rendo conto che tra ieri e oggi non c’è paragone. Visto che il rock di oggi o sì rifà al rock degli anni ’70 o è proprio quello, la domanda che sorge spontanea è: cos’è stato inventato? Nulla. La musica di oggi non è peggiore di quella di prima. La musica di oggi non esiste».

A Elio non è piaciuta la canzone vincitrice di Sanremo

«Non mi sento come mio nonno», si autoassolve «ma come Verdi, che a 80 anni suonati ha scritto forse la sua opera migliore, Falstaff. Insomma, mi sento un signore della terza età con la forza di spaccare che vorrebbe vedere dei ventenni spaccare invece di andare in giro a cantare con l’AutoTune. Sia chiaro che non è tutto così, visto che sul palco con me ci sono dei ventenni che suonano come dei draghi».

Bocciato su ogni piano anche Balorda Nostalgia, il brano di Olly che ha trionfato all’ultima edizione del Festival di Sanremo. Elio si sbilancia: «Ora mi lascio andare completamente e dico che la mia umiliazione massima è stata ascoltare la canzone vincitrice di Sanremo cantata con l’AutoTune. Ma di cosa stiamo parlando?».

Federica Checchia

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