Sanremo, l’Antitrust ha archiviato l’esposto del Codacons in cui si denunciavano possibili irregolarità legate al mercato discografico e alla selezione dei brani. Per l’Autorità garante della concorrenza e del mercato è tutto regolare.

Sanremo, Antitrust archivia esposto Codacons

Il Codacons aveva presentato una segnalazione all’Antitrust dopo la pubblicazione dei testi delle canzoni in gara al Festival di Sanremo 2025 in cui emergevano pochi autori nella composizione degli stessi brani. L’associazione consumatori aveva chiesto di

“Accertare se tale concentrazione eccessiva di canzoni nelle mani di pochi autori potesse rappresentare un danno sul fronte della concorrenza”.

Il Codacons con questa segnalazione poneva l’accento sulla possibile esistenza di una casta discografica, potenziale danno sia per i cantanti sia per gli utenti. Di seguito, il Comunicato Stampa apparso sul sito del Codacons il 22 gennaio 2025:

”Dopo la pubblicazione dei nomi degli autori che hanno firmato i brani in gara al prossimo Festival di Sanremo 2025, e le anomalie portate a galla da diverse testate giornalistiche, il Codacons ha deciso di presentare un esposto all’Antitrust affinché si indaghi su quella che appare come una “casta discografica” in grado di arrecare danno al settore, ai consumatori e agli stessi artisti.
Senza entrare nel merito della qualità delle canzoni scelte da Carlo Conti, il dato che emerge in modo lampante è che quest’anno 11 autori firmano quasi il 70% dei brani in gara a Sanremo – spiega il Codacons – Ad esempio l’autrice Federica Abbate firma ben sette canzoni (quelle di Clara, Rose Villain, Serena Brancale, Sarah Toscano, Fedez, Emis Killa e Joan Thiele), Davide Simonetta cinque (Francesco Gabbani, Rocco Hunt, Achille Lauro, Elodie e Francesca Michielin). Quattro canzoni a testa per Jacopo Ettorre (Clara, Rkomi, Serena Brancale e Sarah Toscano), Davide Petrella (The Kolors, Elodie, Tony Effe e Gaia), e Nicola Lazzarin detto Cripo (Rose Villain, Serena Brancale, Fedez e Emis Killa)”.

Il Comunicato Stampa prosegue:

”Una concentrazione eccessiva di brani nelle mani di pochi autori che rischia di dare vita ad una sorta di “casta discografica” – peraltro già denunciata di recente da altri artisti – a danno sia dei cantanti che non ne fanno parte, e che quindi hanno maggiore difficoltà a piazzarsi sul mercato e ad avere accesso al Festival di Sanremo, sia degli utenti, attraverso un appiattimento dello stile dei brani in gara. Senza contare i risvolti sul piano puramente concorrenziale (ad esempio per gli altri autori che hanno firmato canzoni escluse dal Festival) considerati i diritti d’autore incamerati da chi firma testi e musiche dei brani in gara a Sanremo.
Per tali motivi il Codacons ha deciso di presentare un esposto all’Antitrust, affinché valuti la sussistenza di possibili anomalie o alterazioni del mercato derivanti da eventuali cartelli o situazioni anti-concorrenziali nel settore della discografia italiana”
.

Tuttavia l’Antitrust non ha rilevato alcuna irregolarità e in una nota ufficiale diramata e inviata al Codacons ha concluso:

“Nell’adunanza del 4 marzo 2025 l’Autorità ha esaminato la segnalazione in oggetto. In tale occasione, l’Autorità ha valutato i fatti denunciati e le loro possibili implicazioni rilevanti dal punto di vista della tutela della concorrenza e ha riscontrato che tali fatti esulano dall’ambito delle proprie competenze, non integrando alcuna delle ipotesi di illecito concorrenziale previste dalla disciplina antitrust nazionale ed eurounitaria. Infatti, le modalità di selezione dei brani di una singola manifestazione canora non attengono a profili di concorrenza nei mercati interessati”.

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