Domenica Mark Carney ha ampiamente vinto le primarie del Partito Liberale in Canada: come da prassi, succederà automaticamente all’attuale primo ministro Justin Trudeau a capo del governo canadese. Carney, che ha 59 anni, in passato è stato governatore della Banca centrale canadese e di quella britannica, oltre che inviato speciale dell’ONU per il clima. Presterà giuramento nei prossimi giorni.
Sarà inoltre il candidato del partito alle prossime elezioni, che si dovranno tenere entro ottobre ma è possibile che vengano anticipate in primavera. Alle primarie erano ammesse al voto circa 400mila persone iscritte ai Liberali e hanno votato in più di 150mila, hanno detto dal partito.
La guerra delle tariffe di Trump e l’annuncio provocazione del presidente degli Stati Uniti di annettere il Canada hanno inciso sulla vittoria di Carney, che viene visto come forte oppositore alla politica trumpiana. Di recente l’ex governatore ha detto che il Canada aveva permesso alla sua economia di diventare “debole” lasciando che Trump, con le sue tariffe, potesse approfittarne. Carney ha parlato di crisi ma anche rassicurato il partito: “So – ha detto – come gestire le crisi, so come si costruisce una economia forte”.
Come premier, ha dichiarato che risponderà agli Stati Uniti con le stesse tariffe e sfrutterà il suo peso come fornire di energia e uranio per far valere la posizione del Canada. “È importante – ha spiegato – distinguere bene cio’ che non puoi controllare da ciò che puoi. Non possiamo cambiare Donald Trump, ma possiamo controllare il nostro destino economico”.
Chi è Mark Carney
Nato a Fort Smith, nei Territori del Nord-Ovest, e cresciuto a Edmonton, Alberta, Carney proviene da una famiglia di insegnanti. Come molti canadesi, ha giocato a hockey da giovane, ricoprendo il ruolo di portiere. Dopo una laurea in economia ad Harvard, ha conseguito un master e un dottorato all’Università di Oxford. Anche la sua carriera ha avuto un respiro internazionale: ha lavorato per 13 anni in Goldman Sachs, spostandosi tra Londra, Tokyo, New York e Toronto. Nel 2003 è entrato nella Banca del Canada, di cui è diventato governatore nel 2008, proprio mentre il mondo precipitava nella Grande Recessione. Durante la campagna per la leadership liberale, ha evidenziato il ruolo chiave avuto in quella fase critica, sottolineando come le sue decisioni abbiano contribuito a proteggere posti di lavoro e stabilizzare l’economia canadese. Il suo operato ha attirato l’attenzione anche all’estero: terminato il mandato quinquennale alla guida della Banca del Canada, è stato chiamato alla Banca d’Inghilterra, diventando il primo governatore non britannico nella storia dell’istituto. Durante il suo mandato ha affrontato un’altra tempesta economica: la Brexit. Ha lasciato la Banca d’Inghilterra nel 2020, dopo quasi sette anni alla guida.





