La canzone portata in gara a Sanremo 2025 da Simone Cristicchi, Quando sarai piccola, ha scatenato una fortissima ondata di commozione, e altrettante polemiche. Già dalla prima serata, infatti, il brano era finito al centro di alcuni dibattiti. Selvaggia Lucarelli, opinionista del DopoFestival, non aveva apprezzato particolarmente la romanticizzazione dell’Alzheimer, di cui il pezzo sembrava parlare; le sue parole avevano dato il via a una serie di botta e risposta tra i due, con delle incursioni di Marino Bartoletti.
A quasi un mese di distanza dal Festival, il cantautore romano ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, chiarendo una volta per tutte la sua posizione. Sua madre, ha confermato, non è affetta da Alzheimer, ma ha avuto «un’emorragia cerebrale dovuta a un’arteria difettosa».
Simone Cristicchi racconta la sua verità e strizza l’occhio a destra

Una volta ascoltato il suo brano sanremese, la stampa aveva identificato nel testo chiari riferimenti a questa malattia, e lui non si era sbilanciato a riguardo. «Non c’era bisogno di smentire», ha affermato, «visto che ho tenuto una conferenza stampa a Milano il 4 febbraio, quindi prima del festival, per presentare al meglio la canzone. La prima cosa che ho fatto è stata puntualizzare il tema del brano, e i giornalisti onesti lo sanno bene». Cristicchi si è detto dispiaciuto del fatto che la discussione si sia incentrata troppo sulle condizioni di salute della madre e troppo poco su temi cruciali come «la sanità pubblica, gli anziani abbandonati negli ospizi, i caregiver, la difficoltà di chi ha in casa un parente malato».
Tra le accuse a lui mosse nelle ultime settimane, c’è quella di aderire all’ideologia di movimenti come Pro Life. Il cantante non ha precisato la sua posizione e si è definito un artista libero, ma ha dichiarato: «Da politici e stampa di destra ho raccolto un atteggiamento sempre rispettoso nei miei confronti e delle mie scelte artistiche. Giorgia Meloni, che non conosco, ha difeso non tanto me e la mia canzone ma il diritto di cantarla senza per forza vederci sporcizia dentro. Per questo la ringrazio molto per le parole che ha speso».
Federica Checchia
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