Nella notte tra lunedì e martedì la Russia ha abbattuto decine di droni ucraini nella regione di Mosca. Nella regione di Mosca e in altre zone sono stati lanciati nella notte 337 droni. In tutto ha detto di averne abbattuti 73, il numero più alto lanciato contro la capitale russa da quando la Russia ha iniziato la guerra in Ucraina. L’Ucraina non ha rivendicato l’attacco (dall’inizio dell’invasione russa il governo ucraino non ha quasi mai rivendicato attacchi in territorio russo), ma non ci sono dubbi che ne sia responsabile. Alcuni droni sono riusciti a evitare le difese antiaeree russe e hanno colpito delle case nei dintorni di Mosca, a Vidnoye e a Domodedovo. Il governatore della regione di Mosca, Andrei Vorobyev, ha detto che nell’attacco una persona è stata uccisa e tre sono state ferite.
A causa dell’attacco, i voli sono stati limitati in entrata e in uscita da quattro aeroporti: Domodedovo, Sheremetyevo, Vnukovo e Zhukovsky. L’ente del trasporto aereo ha anche limitato i voli in entrata e in uscita dagli aeroporti nelle regioni di Yaroslavl e Nizhny Novgorod.
Anche il traffico ferroviario della stazione di Domodedovo è stato brevemente interrotto, hanno fatto sapere i funzionari russi.
L’offensiva dei droni su Mosca, prima dell’incontro a Gedda con la delegazione americana
Kiev ha sferrato l’attacco a poche ore dai negoziati di Gedda tra la sua delegazione e quella americana. Ieri il presidente Zelensky ha invece incontrato il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammad bin Salman.
Nel frattempo il premier britannico Starmer ha convocato per sabato una videocall fra i leader della “coalizione dei volenterosi”, mentre Musk ha denunciato un cyberattacco a X da una serie di indirizzi Ip dell’Ucraina.
Anche il segretario di stato americano Marco Rubio ha ringraziato bin Salman “per aver ospitato ancora una volta gli Stati Uniti nei colloqui per aiutare a risolvere la guerra in Ucraina e garantire una pace duratura”.





