Audrey Hepburn, aveva, oltre al suo talento e alla sua eleganza, uno stile impeccabile che nel mondo della moda è ormai un must have. Un nuovo libro, Audrey Hepburn: A Life of Beautiful Uncertainty di Tom Santopietro, svela dettagli inediti sulla vita dell’attrice, offrendo uno sguardo intimo che va ben oltre la sua carriera a Hollywood. Potremmo dire un po’ di storia sulla moda.
Audrey Hepburn: l’amicizia con Givenchy e lo stile che ha fatto storia, nel nuovo libro “A Life of Beautiful Uncertainty”
Audrey Hepburn e Hubert de Givenchy hanno condiviso un legame speciale, tanto che il designer è stato dietro alcuni dei look più iconici dell’attrice. Il loro primo incontro risale alla preparazione del film Sabrina, quando Audrey insistette per scegliere personalmente i suoi abiti di scena a Parigi. L’appuntamento con Givenchy, inizialmente organizzato per un’altra “Miss Hepburn” (il designer pensava si trattasse di Katharine), segnò l’inizio di una collaborazione che avrebbe definito il concetto stesso di eleganza.
Nel libro, il designer Jeffrey Banks, che conobbe personalmente Audrey, racconta l’importanza che l’attrice attribuiva ai suoi abiti: non solo una questione estetica, ma un modo per sentirsi forte e sicura. Hepburn stessa descriveva le creazioni di Givenchy come una sorta di “armatura”, un elemento che la aiutava a esprimersi sullo schermo con naturalezza.
L’autore ha voluto celebrare questa unione scegliendo un look distintivo per ogni capitolo del libro. Tra questi, spicca il celebre abito bianco in seta organza che Hepburn indossava in Sabrina, riproposto persino da Ivanka Trump in una versione haute couture. Ma dietro l’apparenza c’è anche una storia meno nota: alla première del film, Audrey scoprì con disappunto che nei titoli di coda Givenchy non era stato accreditato. Da quel momento, si assicurò che il suo nome comparisse in ogni produzione futura.
Oltre il cinema: un’icona di impegno
L’immagine di Hepburn è spesso associata alla grazia e al glamour, ma ciò che emerge con forza dal libro è il suo lato più umano. Dietro i riflettori, l’attrice era una donna che metteva il proprio successo al servizio degli altri. Il suo coinvolgimento con l’UNICEF, organizzazione per cui ha lavorato instancabilmente negli ultimi anni della sua vita, è stato per lei più importante di qualsiasi premio cinematografico.
Secondo Santopietro, Audrey non si è mai considerata particolarmente bella o talentuosa. La sua autostima, segnata dall’infanzia difficile durante la Seconda guerra mondiale, la portava a minimizzare i suoi successi. Eppure, proprio il suo senso di umiltà ha contribuito a renderla un’icona autentica, distante dallo stereotipo della diva inarrivabile.
A distanza di anni, lo stile di Audrey Hepburn continua a influenzare la moda contemporanea. Il suo amore per il little black dress, le ballerine e le perle ha lasciato un segno indelebile, trasformando semplici capi in simboli di eleganza eterna. Ma più di tutto, ciò che la rende ancora oggi un modello è la sua capacità di unire grazia e sostanza, dimostrando che il vero fascino risiede nella personalità, nell’impegno e nella generosità.
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