PA: firmato, dopo ben otto anni di blocco, l’accordo per il contratto dei dipendenti statali. Ma cosa cambia oltre all’aumento medio di 85 euro? Vediamo le principali novità. Arrivate dopo la sentenza della Corte Costituzionale, tre manovre per un totale di 2,8 miliardi di euro, e la riforma Madia. E prima delle elezioni.

Una fase della trattativa che ha portato al contratto degli statali credits: lapresse

E anche il rinnovo dei contratti della PA arriva prima della fine della legislatura. L’intesa tra Aran e i sindacati di Cgil, Cisl, Uil, Confsal (Usb, Cgs e Cisal non hanno siglato) è arrivata nella notte di ieri. Dopo una trattativa fiume e otto anni di attesa. A fare notizia, soprattutto in tempi di magra, come questi, sono soprattutto i rialzi dello stipendio. Quelli previsti dal nuovo accordo vano da 63 a 117euro e si applicano sullo stipendio base. 

L’accordo firmato per i dipendenti della PA riguarda circa 247 mila persone. Ovvero i dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. L’aumento medio mensile è di circa 85 euro lordi a regime sullo stipendio base. Si va da un minimo di 63 euro a un massimo di 117, ma grazie a un’extra (21-25 euro mensili) da riconoscere alle fasce retributive più basse, almeno per dieci mensilità, l’adeguamento risulterà di almeno 84 euro per tutti. Le amministrazioni più ricche potranno contare su un plus nel salario accessorio compreso tra i 9 e 1 14,5 euro. Le tranche di rialzi andranno a regime da marzo. Attesa anche l’una tantum con gli arretrati da 545 euro. Il rinnovo copre il triennio 2016-2018.

Rinnovo contratti PA: cosa cambia dal 2018?

Dunque prima di Natale e prima delle prossime elezioni, ecco l‘accordo per il contratto per gli statali. Una tappa molto attesa e preceduta dalla sentenza della Corte Costituzionale, tre manovre e dalla riforma Madia. Ma vediamo cosa prevede, visto che spesso le novità più interessanti non sono gli aumenti economici.

Partiamo allora da alcune new entry del vocabolario della PA. Grazie al nuovo accordo, infatti, la Pubblica Amministrazione apre le porte all’orario di lavoro elastico. Che vuol dire? Che ci saranno fasce di tolleranza in entrata e in uscita, che verrà potenziata la possibilità di passare al part time. Oltre alla possibilità di spacchettare in ore i permessi per motivi familiari e simili. Inoltre sarà possibile anche per i lavoratori statali, cedere ad un altro dipendente, che abbia necessita’ familiari (figli piccoli) o di salute, la parte che eccede le quattro settimane di ferie. Ovviamente su base volontaria e a titolo gratuito.

Il grafico di Ansa che riassume le novità del rinnovo dei contratti della PA

Nel nuovo contratto non ci sarà soltanto più flessibilità per permessi e bisogni familiari e di salute. Ma anche maggiore durezza nei confronti delle assenze strategiche e dell’assenteismo. Ed ecco allora la sospensione senza stipendio fino a due assenze ingiustificate in continuità con le giornate festive o per ingiustificate assenze di massa. Se la condotta si ripete si passa al licenziamento. E non si scappa, visto che tutto sarà registrato in un ‘”fascicolo personale”.

La disciplina della PA apre le porte anche ad una clausola anti-ricorsi per gestire attraverso procedure di conciliazione le condotte da sanzionare, secondo il codice disciplinare del pubblico impiego. I tecnici parlano di “determinazione concordata della sanzione”, che ovviamente esclude la funzione più grave, quella del licenziamento.

Contratti statali: PA, sindacati, congedi e precarietà

Con il nuovo accordo sui contratti della PA si prevede maggior peso dei sindacati. Che non saranno più solo informati delle decisioni prese dall’amministrazione, ma che saranno protagonisti attivi della concertazione 2.0. Altra novità è il tetto massimo alla precarietà, con il contratto a tempo determinato che non potrà superare i 36 mesi, prorogabili di altri 12, ma solo se in via eccezionale. Come nel privato, il numero dei dipendenti a termine non potrà andare oltre il 20% del totale. Superate le soglie, però, non scatterà alcun obbligo di assunzione. 

Buone notizie anche sul fronte stress. Arriva nella PA il Welfare aziendale. Ovvero benefit ad hoc, dalla polizze sanitarie alle borse di studio per i figli, dal biglietti gratis per i musei ai prestiti facili. Misure che le amministrazioni potranno riconoscere, però, In sede di contrattazione di secondo livello. Gli statali potranno poi contare su un organismo ad hoc per dare impulso al benessere, con un focus su misure di prevenzione dello stress da lavoro e di fenomeni di burn-out.

In ambito legge 104, invece, è prevista una stretta contro gli abusi dei permessi collegati (grazie ad una programmazione mensile) e maggiori tutele per le terapie salvavita.

La PA, le molestie e le unioni civili

Sul fronte molestie sessuali, vengono esplicitate e rafforzate le sanzioni da infliggere ai colpevoli. In prima battuta il molestatore incappa in una sospensione (fino a un massimo di 6 mesi). Ma se il comportamento viene replicato scatterà l’espulsione definitiva. 

Per quanto riguarda i congedi, le unioni civili valgono ora come i matrimoni. I conviventi potranno così godere dei 15 giorni di stop retribuito riconosciuti per le nozze.

Novità interessanti, che addolciranno sicuramente il Natale di molti dipendenti pubblici. E, perché no, li faranno propendere per un bel voto al Pd alle prossime elezioni. Voi che ne dite?

Federica Macchia