Intervista alla direttrice editoriale di ABEditore, Antonella Castello. La Casa Editrice è nota per aver avuto la maestria di connettere l’estetica pregiata dei loro volumi a una riscoperta minuziosa del passato, traducendo e portando alla luce storie poco conosciute o mai tradotte in italiano di grandi autori classici. Il catalogo, così come è attualmente, nasce nel 2015 quando Antonella Castello e l’attuale direttore creativo Lorenzo Incarbone entrano nel direttivo a fianco dell’editore Alessandro Baldacchini, da cui deriva il nome della Casa Editrice ABEditore. Uncatalogo da cui emergono cura dei particolari, eccellenza e propensione al dettaglio.

Antonella Castello, intervista alla direttrice editoriale di ABEditore

  • M.M.: Come nasce l’intuizione di rendere il libro oggetto d’arte e quindi, di conseguenza, a congiungere la preziosità dell’estetica del volume al contenuto editoriale?

Antonella Castello: Nasce dall’idea che un libro non è solo uno strumento di cui si usufruisce, ma è anche un oggetto “d’arredamento”, e non bisogna pensare che ciò sia una definizione svilente o dispregiativa: effettivamente ogni lettore che nella propria abitazione abbia esposta una libreria sta effettivamente mettendo in mostra una serie di oggetti che contribuiscono ad abbellire esteticamente l’ambiente in cui vive. E poi è vero che un libro non si giudica dalla copertina, ma la cura grafica contribuisce indubbiamente a catturare l’attenzione del lettore e a far sì che magari si prenda in mano quel dato volume piuttosto che un altro.

  • M.M: Nel processo di scelta dei richiami grafici presenti nei volumi ci sono particolari passaggi, o una linea specifica, che tecnicamente si segue e porta a prediligere alcune illustrazioni rispetto ad altre?

Antonella Castello: Indubbiamente a ogni volume cerchiamo di dedicare un’attenzione unica e peculiare, legando l’apparato estetico al contesto, tema e periodo di riferimento; ciò che dunque, almeno nell’intenzione, sicuramente accomuna il procedimento è la ricerca legata alla localizzazione temporale e geografica dell’apparato iconografico e all’argomento del libro, affinché si possa intuire un equilibrio e un senso di armonia tra ciò che si sta leggendo e il tipo di emozione o sensazione che cerca di evocare questo processo.

La cura delle proposte editoriali e la passione per le atmosfere vittoriane

  • M.M.: Le proposte editoriali sono sempre molto curate anche nelle tematiche pubblicate, non solo nell’estetica; come scegliete i contenuti e le storie da proporre?

Antonella Castello: La scelta dei testi da pubblicare rispecchia soprattutto il nostro gusto letterario e i generi da noi prediletti (quindi gotico, horror, fantastico); spessissimo sono testi che noi giudichiamo da lettori, ancor prima che da addetti ai lavori; a volte sono testi che scegliamo direttamente noi, a volte sono proposte che ci arrivano dai traduttori e dalle traduttrici.

  • M.M: Da dove nasce la passione per il gotico e le atmosfere vittoriane?

Antonella Castello: Una domanda difficile a cui rispondere, perché in realtà è una passione che – come accennavo prima – nasce dall’interesse personale verso quel tipo di letteratura, di gusto estetico e di periodo storico. Sicuramente sono gusti che abbiamo sviluppato da giovanissimi, quando a scuola si cominciano a distinguere i vari generi letterari e ci si approccia a testi diversi. Lì si capisce quali possono essere le proprie preferenze (e non è detto che poi rimangano sempre le stesse nel tempo, ovviamente!).

Perché ABEditore continua a distinguersi nel panorama editoriale e le novità in arrivo

M.M: Il mercato editoriale è sempre più competitivo ma ABEditore continua a distinguersi: qual è la vostra forza?

Antonella Castello: Il fatto di essere stati “i primi” a dare un certo tipo di impronta alle pubblicazioni e a far sì che anche oggi rimaniamo comunque molto riconoscibili, nonostante molte case editrici stiano sperimentando un approccio estetico simile, è la nostra caratteristica principale.

M.M: Un libro che ha riscosso molto successo alla sua pubblicazione e un volume o una collana, qualora ci siano, di cui eravate scettici ma che poi si sono rivelati un trionfo?

Antonella Castello: Quando abbiamo pensato alla ripubblicazione del Fantasma dell’Opéra, inizialmente avevamo paura che fosse “troppo”: nonostante sia un classico, molta gente ha come riferimento solamente il famoso musical, che comunque si discosta dal libro, il quale invece è zeppo di sfumature e spunti di riflessione notevoli. La figura di Eric (il Fantasma) dal musical ne esce molto romanticizzata mentre non è assolutamente così, anzi, è una figura tragica, un personaggio oserei dire addirittura tossico. Quindi non eravamo sicuri che il pubblico l’avrebbe apprezzato; invece, nonostante questo scollamento è stato (ed è ancora) uno dei nostri libri più amati.

M.M: Ci può dare qualche anticipazione sulle future novità editoriali in arrivo?

Antonella Castello: Nei prossimi mesi uscirà una raccolta di racconti di Charlotte Riddell, di cui avevamo già pubblicato il romanzo “La casa disabitata”, e un volume della collana Ombre e Creature a tema licantropi. Per la stagione autunno/inverno abbiamo altri due grandi progetti ma non posso ancora svelare nulla!

Foto in copertina dal profilo Facebook Ufficiale di ABEditore.com (Abeditore Editore) ©

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