In un’intervista rilasciata alla NBC, un Donald Trump a ruota libera si è sbilanciato su vari argomenti, dal conflitto tra Russia e Ucraina, dicendosi piuttosto adirato con Putin, alla possibilità remota, ma non esclusa a priori, di concorrere per un terzo mandato alla Casa Bianca. A onor del vero, il ventiduesimo emendamento della Costituzione americana vieta a un presidente eletto di presentarsi nuovamente alle elezioni dopo aver raggiunto il limite di otto anni nello studio ovale, ma il tycoon non sembra preoccupato a riguardo.
«Ci sono molti modi per farlo», ha sentenziato. Cambiare la Costituzione per abolire il limite dei due mandati sarebbe, in realtà, estremamente improbabile. La procedura richiederebbe un voto favorevole di due terzi del Congresso, o l’approvazione da parte di due terzi degli Stati a convocare un’assemblea costituente che si occupi delle modifiche. Modifiche che, in ogni caso, richiederebbero la ratifica da parte di tre quarti degli Stati. Un modo per aggirare “l’ostacolo”, però, seppure ai limiti della legalità, in effetti c’è. Un espediente potrebbe consistere nella candidatura alla presidenza del suo vice, J.D. Vance che, una volta eletto, dovrebbe passargli il testimone.
Trump apre a un terzo mandato: «Molte persone vogliono che lo faccia»

Si tratta, almeno per ora, solo di supposizioni; Trump, però, non si è detto contrario a priori all’idea. «Molte persone vogliono che lo faccia», ha dichiarato alla stampa, «ma ho detto loro che abbiamo ancora molta strada da fare e che è ancora molto presto. Sono concentrato sull’attuale mandato». Ha poi chiosato: «In un certo senso sarebbe un quarto mandato, perché l’altra elezione, quella del 2020, è stata totalmente truccata. Quindi, in realtà, sarebbe una sorta di quarto mandato».
Per il momento, però, si è detto soddisfatto dei suoi primi mesi di amministrazione: «Credo che abbiamo avuto i migliori cento giorni di quasi qualsiasi presidente. La maggior parte delle persone lo dice ed è un onore. Stiamo riportando in auge il nostro Paese. Siamo di nuovo rispettati come nazione. Siamo fortemente rispettati e la gente è stupita».
Federica Checchia
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