L’Islanda è la terra del ghiaccio e del fuoco, fatta di geyser, vulcani e natura selvaggia. È la culla dell’epica norrena, che vanta testi come il Ciclo di Völsung, ma anche il regno delle creature magiche e invisibili che, stando alle credenze popolari, la abitano, convivendo in modo pacifico e discreto con gli esseri umani. Fate, nani e soprattutto gli elfi sono considerati dagli autoctoni molto più che simpatici esserini o parte del folklore. A riprova del rispetto che gli islandesi nutrono nei confronti del cosiddetto Popolo Nascosto, nella capitale del Paese è sorta una scuola ad esso dedicata, la Reykjavik Elfschool.
Reykjavik Elfschool: corsi e informazioni

L’accademia è stata fondata nel 1991 da Magnus Skarphedinsson, che ha trascorso la sua intera esistenza alla ricerca di testimonianze dirette che confermassero l’esistenza degli elfi, intervistando centinaia di persone che avrebbero interagito con loro. Gli studenti arrivano nella capitale da tutto il mondo per approfondire questo affascinante microcosmo e, soprattutto, apprendere come riconoscere gli elfi e dove e quando avvistarli.
La scuola è aperta tutto l’anno e i corsi si tengono ogni venerdì. Il costo di una lezione si aggirano intorno ai sessantaquattro dollari, circa sessanta euro. All’ingresso in aula a ogni allievo è offerta una colazione a base di caffè o the caldo e pancake. Il libro di testo è lo Studybook, che raccoglie le esperienze di chi ha avuto un contatto diretto con queste creature magiche e può essere acquistato in sede oppure sul sito web dell’istituto. Chi non si trova in Islanda ha comunque la possibilità di partecipare agli incontri a distanza.
Molto più che semplice folklore
Per gli islandesi, credere nel Popolo Nascosto e adoperarsi affinché questo resti al sicuro non ha solo un valore spirituale e di rispetto delle tradizioni, ma è anche un modo per tutelare l’ambiente. La popolazione è profondamente legata alla bellezza incontaminata del territorio, e l’idea che spiritelli di varia entità lo popolino è un incentivo a tenere lontano da esso la mano distruttrice dell’uomo.
Che ci siano davvero o meno, in fondo, poco importa: gli elfi e i loro amici dei boschi influenzano in modo positivo la società, rendendola una sintesi perfetta tra usanze, fantasia e reale salvaguardia ambientale. E poi, come sono soliti ripetere in Islanda: «Non possiamo dire con certezza che gli elfi esistano, ma non possiamo nemmeno dire che non esistano».
Federica Checchia
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