Sui social, e in particolare su TikTok, sta prendendo piede un trend beauty che non cerca di piacere a tutti. Anzi, potremmo dire che mira proprio all’opposto. Si chiama unapproachable makeup e, tradotto in parole più italiane, è quel tipo di trucco che lancia un messaggio diretto e inequivocabile: “non ti avvicinare”.

“Unapproachable makeup”: il trucco che parla chiaro (e non a tutti)

Questo stile non è nato ieri, ma nelle ultime settimane è tornato con prepotenza sulle bacheche di moltə, raccogliendo milioni di visualizzazioni e diventando una vera e propria dichiarazione visiva. Lontano dai canoni del make-up tradizionalmente definito “femminile” o “gradevole”, questa estetica punta tutto su contrasti forti, occhi intensi, sopracciglia schiarite e linee grafiche. È teatrale, audace, e soprattutto carico di un’energia che trasmette sicurezza, indipendenza e – perché no – anche un certo distacco voluto.

Non è solo makeup

Ma dietro l’aspetto puramente estetico, c’è qualcosa di più profondo. Moltɜ analistɜ culturali e creator digitali stanno iniziando a leggere questo trend come un riflesso del contesto sociale attuale, specie nei rapporti di genere tra giovani. Secondo alcune teorie, il ritorno del makeup inavvicinabile sarebbe una risposta alle crescenti differenze culturali e politiche tra uomini e donne della Gen Z, in particolare negli Stati Uniti, dove le giovani tendono verso visioni più progressiste rispetto ai coetanei maschi.

Così, l’unapproachable makeup diventa qualcosa che va oltre l’immagine. È una forma di linguaggio, un modo per sottrarsi volontariamente allo sguardo maschile, per comunicare forza e autonomia senza dover sorridere o sembrare “dolce”. Si inserisce in un filone più ampio che comprende look definiti “man-repeller”, cioè volutamente non pensati per piacere agli uomini, e abbraccia una bellezza che non chiede approvazione.

Non si tratta quindi solo di eye-liner marcato o labbra scure, ma di un atteggiamento. Un modo per prendersi spazio, anche attraverso il trucco. E se qualcuno lo trova “troppo”? Forse è proprio questo il punto.

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