Diddy, si avvicina la data del processo al rapper fissata il prossimo 5 maggio (giorno nel quale si terrà il Met Gala) ma dalle ultime notizie provenienti oltreoceano, sembra che i legali del rapper vogliano ritardare l’inizio dell’azione legale.

Lo scorso mercoledì gli avvocati di Sean Combs hanno chiesto al giudice federale di New York di posticipare l’inizio del procedimento previsto per il 5 maggio di due mesi per poter prepare al meglio la difesa del caso. In una lettera al giudice Arun Subramanian i legali scrivono che l’accusa è stata lenta a consegnare alcune potenziali prove per essere esaminate, rendendone difficile la loro disponibilità in tre settimane. L’accusa si è opposta alla richiesta riferiscono gli avvocati del rapper. Nessun commento è arrivato da parte dei pm.

Diddy, la richiesta dei legali del rapper sul processo

Subramian ha scritto in un’ordinanza di risposta alla richiesta di rinvio del processo, che affronterà la questione durante un’udienza prevista per venerdì. Nell’attesa della conferenza, il giudice ha scritto che entrambe le parti devono procedere come se il processo di inizio maggio rimanesse in vigore. Sean Combs è detenuto dallo scorso settembre, quando è stato arrestato. Il rapper si dichiara innocente dei diversi crimini che l’accusa sostiene si sarebbero verificati nel giro di due decenni. Nella loro lettera, i difensori menzionano un fallimento da parte dell’accusa di consegnare tempestivamente le potenziali prove del processo, compreso il materiale relativo a un’accusa aggiuntiva emessa da un gran giurì all’inizio del mese.

Per esempio gli avvocati parlano del fatto che i pm sostengono che non rispetteranno la scadenza di mercoledì per la consegna dei reperti e della lista dei testimoni. Alcune prove devono essere ancora consegnate che includono materiali collegati a un capo d’accusa che comporta una pena detentiva minima obbligatoria di 15 anni in caso di condanna. “Non possiamo, in coscienza, andare al processo nella data prevista” hanno dichiarato i legali del rapper…Questo è un problema che il governo ha creato, eppure si oppone alla nostra ragionevole richiesta”.

L’accusa sostiene che Combs ha costretto e abusato delle donne per anni, usando il suo “potere e prestigio” di star della musica per arruolare una rete di collaboratori e dipendenti che lo aiutassero, mentre metteva a tacere le vittime con ricatti e violenze, tra cui rapimenti, incendi dolosi e percosse fisiche.

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