Questa mattina la Corte Suprema degli Stati Uniti ha fermato l’espulsione di un nuovo gruppo di persone venezuelane, accusate di far parte di bande criminali. I giudici hanno inoltre ordinato la sospensione «fino a un nuovo ordine» dell’impiego dell’Alien Enemies Act. Si tratta di una legge risalente al 1798, che permette al presidente di espellere i cittadini di un Paese in guerra con gli USA, senza dover necessariamente ricorrere a un processo.

Di recente, Donald Trump aveva decretato che le attività illecite delle gang venezuelane rientrasssero negli atti ostili considerati dalla norma. Dieci giorni fa, la Corte aveva permesso il suo utilizzo, dopo che un giudice federale aveva provato a bloccarla, ma a condizione che, prima di essere rimpatriate, alle persone venisse concesso il tempo sufficiente per fare ricorso.

Cittadini venezuelani espulsi, stop all’Alien Enemies Act

Cittadini venezuelani
Cittadini venezuelani detenuti nel carcere di massima sicurezza di El Salvador

Ieri gli avvocati di almeno trenta cittadini venezuelani, detenuti in delle strutture in Texas, si sono appellati alla Corte Suprema. I loro assistiti infatti, avevano ricevuto una notifica di espulsione meno di ventiquattr’ore prima della sua messa in atto. Le forze dell’ordine li avevano caricati sui bus diretti al confine prima che potessero fare alcunché.

Applicando l’Alien Enemies Act, lo scorso 15 marzo il governo statunitense aveva espulso oltre centotrenta venezuelani, inviandoli in un carcere di massima sicurezza di El Salvador. Si tratta di una prigione che non rispetta nella maniera più assoluta i diritti umani, neanche quelli basilari. Da quel giorno, altre due tornate di espulsioni hanno interessato il centro di dentenzione. Queste ultime, tuttavia, non sono avvenute nell’osservanza della legge del 1798.

Federica Checchia

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