Mauro Corona – com’è noto – ha dedicato gran parte della sua vita alla natura, allo sport (e in particolare modo all’arrampicata) e alla scultura. Proprio nel corso di un laboratorio di artigianato da lui stesso organizzato, da giovane l’alpinista ha conosciuto Francesca, poi diventata sua moglie. Dalla loro unione sono nati quattro figli: MariannaMatteoMelissa e Martina. Marianna, oggi 44enne, ha seguito le orme del padre scrittore e nel 2021 ha pubblicato il suo primo libro, all’interno del quale ha rivelato di essere stata colpita da un tumore al colon nel 2017

Mauro Corona nel corso della sua ospitata a Verissimo da Silvia Toffanin, ha rivelato di avere avuto un matrimonio aperto. “Tradisco mia moglie, sì. Ma la fedeltà è una cosa superata, se la trovo con un altro gli pago una birra. Non serve commettere omicidi, vada con chi vuole: non c’è gelosia” dichiarò lo scrittore, aggiungendo anche qualche dettaglio sulla sua vita privata e sentimentale (“Più che amanti fisse le mie sono occasionali. Faccio sesso due volte al mese, diciamo 24 volte all’anno. Con persone diverse perché con la stessa sarebbe impossibile”) e ammettendo: “Io non sono interessante, non sono bello, ma essendo noto posso ‘prendere’ di più. Sono gli ultimi colpi, me la godo. Non ho mai conquistato, non corteggio, non regalo i fiori, aspetto la mossa delle donne”.

La storia di Mauro Corona

Figlio di Domenico “Meni” Corona e Lucia “Thia” Filippin, due venditori ambulanti, dopo i primi anni trascorsi in Trentino ritorna con la famiglia a Erto, il paese d’origine nella valle del Vajont. Fin da piccolo segue il padre nelle battute di caccia come bracconiere ed è proprio su questi monti che nasce in lui la passione per la montagna e l’alpinismo. Dopo la nascita del quarto figlio, la madre decide di abbandonare la famiglia, esausta dalle percosse del marito. «Mio padre mandò in coma mia madre tre volte. Finché lei scappò di casa – racconta al Corriere – Avevo 6 anni, mio fratello 5, l’ultimo nato quattro mesi. La rividi che ero tredicenne». Corona si dedica fin da piccolissimo alla lettura, leggendo Tolstoj, Dostoevskij e Cervantes, e contemporaneamente impara l’arte della scultura lignea dal nonno intagliatore.

Il 9 ottobre 1963 cambia radicalmente la sua vita quando l’ondata del Vajont spazza via la parte bassa della cittadina bellunese, causando oltre 2000 morti. Insieme al primo fratello minore si trasferisce nel Collegio Don Bosco di Pordenone: un periodo difficile in quanto la nostalgia, il senso di prigionia e la mancanza dei boschi di Erto lo tormentano incessantemente. Quando i due fratelli tornano a Erto, Corona vuole frequentare la Scuola d’Arte di Ortisei, ma la mancanza di soldi lo costringe a frequentare l’Istituto per Geometri Marinoni di Udine, perché gratuito. Dopo alcuni anni lascia però la scuola e inizia a lavorare come manovale a Maniago. Nel 1968 il primo fratello minore, Felice Corona, parte in cerca di lavoro per la Germania, dove però annega tre mesi più tardi in una piscina di Paderborn. Nel frattempo, Corona va a lavorare nella cava di marmo del monte Buscada. Un lavoro, questo, molto duro ma alleviato dall’essere a contatto con le cime, le foreste e i prati che gli ricordano l’infanzia.

Costretto a sospendere il lavoro nella cava di marmo a causa del servizio militare, Mauro Corona si trasferisce a L’Aquila, dove si arruola negli Alpini. Da lì va a Tarvisio nella squadra sciatori, dove si congeda con un mese di ritardo a causa di trentadue giorni di cella di punizione di rigore accumulati per le sue numerose intemperanze durante l’espletamento del servizio.

In questo periodo continua a dedicarsi all’arrampicata. In pochi anni scala le montagne del Friuli per poi spingersi fino in Groenlandia e in California sulle pareti della Yosemite Valley. Oggi diverse vie di scalata portano infatti la sua firma. Nel 1997 inizia la carriera da scrittore, grazie all’aiuto di un amico giornalista che riesce a pubblicargli alcuni racconti sul quotidiano Il Gazzettino. Da allora ha pubblicato svariati libri, tutti con discreto successo. Alla scrittura continuerà sempre ad alternare la scultura e le arrampicata, le sue passioni più grandi.