Dopo una telefonata di due ore con Putin, Trump ha affermato che le condizioni per un accordo di pace potevano essere negoziate solo tra Russia e Ucraina, forse con l’aiuto del Papa. Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti non ha perso il suo ottimismo circa la prospettiva di pace, scrivendo sui social media che i combattenti avrebbero “avviato immediatamente” i negoziati per un cessate il fuoco e la fine della guerra. Questo sentimento era in qualche modo in contrasto con la visione russa. Putin si è limitato a dire che il suo Paese è pronto a collaborare con l’Ucraina per elaborare un “memorandum su un possibile futuro accordo di pace”. I discorsi sui memorandum e su un “possibile futuro” di pace difficilmente sembrano costituire una base solida su cui costruire rapidamente accordi duraturi.

Dopo la chiamata, Trump ha affermato su Truth Social che Russia e Ucraina “avvieranno immediatamente i negoziati” per un cessate il fuoco, aggiungendo che “le condizioni saranno negoziate tra le due parti”.

Papa Leone XIV aveva già manifestato la sua disponibilità a farsi coinvolgere nel dialogo, e Zelensky ha ipotizzato che il futuro incontro possa tenersi in Vaticano, in Svizzera o in Turchia. Trump si è detto favorevole all’ipotesi della Santa Sede: “C’è un’enorme amarezza, una grande rabbia, e penso che forse potrebbe aiutare ad alleviare parte di questa rabbia. Quindi farlo in Vaticano sarebbe una grande idea”, ha affermato. 

A conferma dell’impegno di Mosca, Trump ha citato «il tono e lo spirito della conversazione» con Putin, che sono stati «eccellenti», così come il fatto che la Russia intende rilanciare «rapporti commerciali su larga scala» con gli Stati Uniti una volta terminata la guerra. Elemento che il capo della Casa Bianca ha evidenziato come decisivo.
Tutto bene, dunque: buone notizie dopo il fallimento della scorsa settimana, quando i delegati dei Paesi in guerra si sono incontrati a Istanbul per la prima volta dal 2022 senza riuscire a concordare una tregua a causa delle «condizioni» poste dal Cremlino.

L’inquilino della Casa Bianca, al termine dell’attesissimo colloquio, è apparso dunque ottimista, parlando di una conversazione dai “toni e dallo spirito eccellente”. Pazienza se dallo zar non è emerso alcun riferimento proprio a quel cessate il fuoco immediato e di un mese chiesto a gran voce dagli Stati Uniti, dall’Ucraina e dall’Europa. E neanche una parola sul possibile incontro fra i due leader: “Non è il momento”, ha tagliato corto il Cremlino a proposito del faccia a faccia che, ha ribadito più volte il presidente americano nelle ultime settimane, potrebbe essere la chiave di volta per sbloccare la guerra e spianare la strada per la pace.