Michele Morrone si è sposato nel 2014 con la moglie Rouba Saadeh, una stilista libanese collaboratrice di Elie Saab, che è diventata madre dei loro due figli e da cui ha divorziato nel 2018 dopo essere stati insieme per quasi otto anni. La separazione dalla sua famiglia e dai suoi figli che ha lasciato – ammette – per inseguire il sogno di diventare un attore, sono stati la causa per Morrone di una profonda depressione nel 2018
«Conosco la mia ex moglie in piazza Duomo. Era una turista libanese: dopo alcuni giorni vado in Libano, mi sposo e poi nascono Brando e Marcus», racconta. La sua è una vita lontana dai riflettori, in effetti: fascino orientale, amante del design e della moda. Originaria del Libano, ha fatto proprio della sua passione per il fashion una professione. Nata il 15 aprile 1987, lavora presso il prestigioso brand Elie Saab. Ha studiato al Collegio Nostra Signora di Jamhour a Baabda e si è laureata in Graphic Design, oltre ad avere un Master in Economia Aziendale. Parla fluentemente arabo, inglese, francese e italiano.
Il trasferimento in Italia ha portato fortuna a Rouba che non solo è diventata una stilista affermata, ma ha anche trovato l’amore. Nel 2011 ha infatti conosciuto Michele Morrone che ha sposato tre anni dopo con una cerimonia privata e molto romantica. Dopo la nascita di due figli, Marcus e Brando, e un amore travolgente, nel 2018 Rouba Saadeh e Michele Morrone si sono separati ufficialmente. La stilista vive in Libano con i figli e i rapporti con l’attore, nonostante la separazione, sono ottimi. Nel 2013, ha fondato l’azienda Le paradis des fous, di cui è CEO: un concept store che mette al centro di tutto proprio la moda e le creazioni dei designer di tutto il mondo, ove si dà grande attenzione ai talenti per promuovere nuovi stilisti. Nonostante la fama, non ha mai voluto sfruttare la cronaca rosa a suo favore, preferendo puntare sul lavoro.
Michele Morrone e il divorzio dalla moglie, tra depressione e alcol

Va tutto bene tra Michele Morrone e la moglie Rouba, fino a quando la nuova passione dell’amore non intralcia la prima, quella originaria (quella del cinema). «È la prima volta che lo dico, ma la vita da padre e da marito mi stava portando via dalla mia grande passione e io non potevo permettermi questa cosa», racconta. «Decido di lasciare mia moglie, consapevole del fatto che sarei tornato libero ma anche dei tumulti a cui sarei andato incontro allontanandomi dai miei figli». E i tumulti, puntuali, sono arrivati. Insieme all’alcolismo, e alla depressione.
Dopo la separazione è tornata a vivere a Beirut, in Libano. A proposito del suo trasferimento, nel 2019, da Eleonora Daniele a Storie Italiane, l’attore ha rivelato di non aver visto i suoi figli per 7 mesi. “La cosa che mi fa più male è che a differenza di Marcus, che ho vissuto molto di più perché è tre anni più grande, Brando non capisce ciò che dico perché parla arabo e francese, sta iniziando a parlare ora”.
«Nel 2018 mi sono separato da mia moglie e da lì per sei mesi ero ubriaco tutti i giorni, fino a finire in coma etilico», prosegue Michele. «Ero sempre ubriaco e poi è arrivata una sera in cui ho davvero esagerato rischiando il coma etilico e lì mi sono detto: “Ora basta”. Non tocco un bicchiere di vino dal 2018. Oggi non ho tanti vizi, solamente la sigaretta. La droga, che ho provato in passato, non mi fa schifo ma mi fa paura perché potrebbe togliermi il focus dai miei obbiettivi: il cinema, la musica e tutto ciò che mi piace fare».
In occasione di un’intervista a Verissimo, l’attore di 365 giorni ha parlato della sua vita privata. “Sono un papà che non è un amico, come lo è stato mio padre con me, perché a me ha insegnato molto. Ho avuto un’educazione severa ma giusta e ora da genitore mi rendo conto che tante mancanze sono state fatte per il mio bene”. Morrone è rimasto orfano di padre quando aveva solo 12 anni. “Il giorno del mio 18esimo compleanno guardarmi intorno e non vederlo è stato davvero difficile”, ha detto. Con i bambini, c’è un bel rapporto, nonostante la lontananza. “Se io domani mi sveglio e voglio andare a Beirut a prendere i figli posso farlo. I bambini non c’entrano nulla, vanno tutelati sempre e comunque”.





