La Corte suprema israeliana ha reputato illegale la rimozione, decisa dal governo, di Ronen Bar, capo dello Shin Bet, i servizi segreti interni di Israele. A portare al licenziamento erano stati i numerosi scontri con Benjamin Netanyahu; Bar stava indagando su alcuni collaboratori del premier, implicati in uno scandalo relativo a dei fondi ottenuti dal Qatar.

A far annullare l’iniziativa dell’esecutivo è stata l’assenza di coinvolgimento, nel corso della procedura, dell’organo competente per la rimozione dell’uomo, oltre che il conflitto di interessi di Netanyahu. Il primo ministro aveva motivato la sua decisione tirando in ballo la mancanza di fiducia tra lui e il numero uno dello Shin Bet. I giudici, però, avevano comunque deciso di sospendere la pratica, per verificare i ricorsi.

Ronen Bar e le indagini dello Shin Bet su Netanyahu

Come già annunciato ad aprile, Ronen Bar si dimetterà in ogni caso il prossimo 15 giugno; ha citato, nel suo discorso, le proprie responsabilità rispetto agli attacchi del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas. Bar era direttore dal 2021, nominato dal precedente governo israeliano, guidato da Yair Lapid, e il suo mandato avrebbe dovuto concludersi nel 2026.

Insieme al Mossad e ai servizi segreti militari, lo Shin Bet è una delle tre agenzie di intelligence di Israele. La sua funzione principale contrastare il terrorismo, concentrandosi su eventuali atti di spionaggio e “tradimento”. Deve, inoltre, tutelare le istituzioni democratiche del Paese. Nell’ultimo biennio, l’agenzia ha indagato sullo stesso Netanyahu e sui suoi fedelissimi: l’ufficio del premier è stato accusato di aver occultato o manomesso dei rapporti che mostravano come l’esercito avesse avvertito il governo degli imminenti attentati di Hamas, già alcune ore prima del loro inizio.

Federica Checchia

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